Battisti. Confermato l’ergastolo, ma potrà chiedere permessi premio tra 3 anni e mezzo

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Agenpress –  La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la pena definitiva dell’ergastolo per Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Pac, condannato per quattro omicidi commessi alla fine degli anni ’70 e arrestato dopo 37 anni di latitanza lo scorso gennaio in Bolivia. I giudici hanno respinto la richiesta della difesa di Battisti di commutare la pena del carcere a vita in 30 anni, che al netto del ‘presofferto’, ammonterebbe a poco più di 20 anni e 7 mesi.

I giudici lasciano quindi aperto uno spiraglio e spiegano che a Battisti non è “applicabile il regime ostativo” previsto dalle norme e “potrà godere dei benefici penitenziari, in virtù di una progressione trattamentale, che è diretta attuazione” del principio costituzionale “della funzione rieducativa della pena anche per i condannati all’ergastolo”, come ribadito da una recente sentenza della Consulta. Il primo tra i benefici di cui potrà godere l’ex militante dei Pac, ora in carcere in Sardegna, sarà la liberazione anticipata “ai fini del calcolo del termine per poter chiedere permessi premio e misure alternative alla detenzione, avendo riguardo anche ai periodi di custodia cautelare espiata all’estero”.

Avendo già scontato come ‘presofferto’ 6 anni e mezzo circa, l’ex terrorista dei Pac potrà richiedere benefici, come i permessi premio, già tra 3 anni e mezzo circa dopo che avrà scontato complessivamente dunque 10 anni di carcere.

Rigettato la richiesta di  commutazione della pena dall’ergastolo a quella di 30 anni di reclusione, in accordo con la proposta del sostituto pg Antonio Lamanna, spiega che se l’ex terrorista Pac avesse voluto far valere l’accordo di estradizione italiano-brasiliano “non avrebbe dovuto allontanarsi volontariamente dal Brasile e non avrebbe dovuto opporsi alla conclusione della procedura estradizionale con la sua consegna all’Italia” dal paese sudamericano.