Rogo Mirandola. Pini (PD): “Questo è l’effetto del decreto sicurezza che ha chiuso gli sprar e messo in strada i migranti”

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Agenpress – “Il punto è che questa persona ieri ha dato fuoco alla sede della polizia municipale di Mirandola e quando si è capito chi era, si è scoperto che il 14 maggio gli era stato notificato il foglio di via. Una volta aveva tentato di dare fuoco a una caserma dei carabinieri e non era stato preso alcun provvedimento. Ora il Viminale dice che essendo minorenne e avendo fatto richiesta di asilo non potevano espellerlo”.

Lo dice Giuditta Pini, deputata del PD,  intervenuta ai microfoni di  Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 Quanto è accaduto a Mirandola è ora sul tavolo del Ministro dell’Interno Salvini dopo un’ interrogazione presentata da Pini che chiede chiarimenti sul fatto che il giovane autore del rogo, pur colpito da provvedimento di espulsione e fotosegnalato a Roma, potesse girare tranquillamente sul territorio nazionale.

Col decreto sicurezza, smantellando gli sprar e lasciando le persone per strade, non c’è alcuna assistenza per queste persone che avrebbero magari bisogno anche di assistenza a livello psichiatrico, gli si dà un foglio di via in mano. Vorrei che il ministro dell’interno, anziché fare video selfie onanistici, venga in Parlamento a spiegare cosa è successo. Togliendo il meccanismo degli sprar, succede che uno sparisce. Questo è l’effetto del decreto sicurezza che ha creato dei vuoti normativi. Quella di Mirandola è una storia poco chiara, ci sono tante informazioni contrastanti, non si capisce bene cosa sia successo, chiediamo al Viminale di spiegarci quale è stato il passaggio che è mancato”.