Carceri, alta tensione ad Alessandria: rissa tra detenuti

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Agenpress. Dopo le proteste nella notte nel carcere di Campobasso, rissa tra detenuti ad Alessandria. E protesta il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo del personale di Polizia in servizio nelle carceri del Paese.

“Questa mattina verso le 12.40 alcuni detenuti albanesi hanno organizzato una spedizione punitiva contro un ristretto nordafricano. Il tutto è successo tra i reclusi nella seconda Sezione detentiva, Blocco A, del carcere S.Michele di Alessandria”,ricostruisce i fatti Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del SAPPE. “Solo l’intervento tempestivo degli Agenti di Polizia penitenziaria presenti in Sezione ha permesso da un lato di sottrarre il detenuto nordafricano dal possibile linciaggio e dall’altro di riportare la calma nella Sezione”.

Dura la posizione di Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Ieri notte a Campobasso, oggi ad Alessandria: è sotto gli occhi di tutti che c’è una nuova situazione di alta criticità nelle carceri del Paese. Oggi in Italia abbiamo di nuovo una emergenza sovraffollamento, con più di 60mila persone (adulte e minorenni) detenute fisicamente in un carcere ed altre 58mila circa coinvolte nell’area penale esterna caratterizzata in particolare da soggetti sottoposti a messa alla proba, detenzione domiciliare e lavori di pubblica utilità”. E su quanto avvenuto a Campobasso ed Alessandria, il SAPPE ringrazia il personale di Polizia Penitenziaria che ha fronteggiato i gravi eventi critici e chiede al Ministro della Giustizia Bonafeda di dare corso ad “urgenti ispezioni ministeriali”.

Il sistema delle carceri non regge più”, prosegue Capece.” Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, e sono state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere. Coloro hanno la responsabilità di guidare il Ministero della Giustizia, l’Amministrazione Penitenziaria e quella della Giustizia minorile dovrebbero seriamente riflettere sul loro ruolo dopo tutti questi fallimenti”.