Renato Mannheimer (Sondaggista e Sociologo): La Lega domenica è diventata un partito nazionale, il Governo? Per ora non cadrà

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Agenpress. «L’elemento che meglio descrive queste elezioni è  il carattere nazionale del voto della Lega» ci spiega Renato Mannheimer, sociologo e sondaggista.

Poche settimane prima del voto in una conversazione con l’economista Pierangelo Dacrema, pubblicata nel libro “Sognando l’Europa – Grande statista cercasi”, Mannheimer sosteneva che «se la Lega vincesse in modo netto, è possibile che Salvini decida di incassare in termini di seggi quanto ha raccolto sin qui. Ma non è scontato che ciò accada, perché potrebbe convenirgli continuare a governare ancora per altro tempo in un esecutivo di cui lui è, fondamentalmente, il leader».

Non si tratta per Salvini di far saltare il governo per passare all’incasso, perché di fatto questa vittoria clamorosa, il 34 per cento, gli consegna già la golden share sull’esecutivo. La Lega era tanti anni fa  un partito del Nord, radicato esclusivamente in quei territori. E’ evidente che il partito bossiano – afferma Renato Mannheimer al quotidiano online Spraynews.it – ha cambiato pelle, è diventato a tutti gli effetti un partito nazionale.

Una volta l’Italia era bianca, rossa, o nera. Adesso è verde. C’è da chiedersi, tuttavia, se una crescita così impetuosa ha delle solide basi o se alla prima occasione gli elettori torneranno da dove sono venuti oppure rifluiranno nel partito più grande quello dell’astensione». «Penso che il populismo dei Cinque stelle non era tanto di sinistra. Era ed è un populismo trasversale alle classiche famiglie politiche italiane.

E’ vero che nella circoscrizione sud continua ad essere il primo partito ma ha avuto una pesante battuta d’arresto anche lì. Al nord poi il movimento è letteralmente sprofondato. I cinque stelle al settentrione d’Italia sono sempre stati deboli, adesso direi che sono a rischio insignificanza.

E’ evidente – continua Mannheimer a Spraynews.it – che molti elettori che lo scorso anno avevano messo la loro scheda elettorale nell’urna barrando il simbolo dei Cinque stelle questa volta hanno preso la strada del non voto». «Salvini ha cambiato spesso posizione nelle ultime settimane di campagna elettorale. Vedremo, ora che ha questa grande responsabilità nei confronti di tutta l’Italia e non solo del nord, come si comporterà nei confronti dell’Europa. E’ possibile che i toni bellicosi di queste ultime settimane verranno dismessi, anche perché di alleati su cui fa conto nell’emiciclo dell’europarlamento non è che ne abbia molti».