Riunione M5S. Di Maio incassa la fiducia. Sì a riorganizzazione, ma prima fiducia a Conte

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Agenpress – Luigi Di Maio dopo essersi presentato da dimissionario all’assemblea dei parlamentari 5 stelle ha incassato la fiducia di gran parte dell’assemblea, a partire dai big del MoVimento 5 stelle come Alessandro Di Battista e Roberto Fico.

“Ringrazio tutti coloro che hanno dato il massimo. Felice che siamo tutti qui perché siamo una famiglia”, ha detto Di Maio. Quindi, davanti ai suoi, ha spiegato come mai ha deciso di chiedere la riconferma della base: “Ho chiesto la fiducia agli iscritti perché anche io ho una dignità e negli ultimi due giorni mi sono sentito dire di tutto. A me non me ne frega nulla della poltrona. Non sto attaccato al ruolo di capo politico, ci ho sempre messo la faccia e continuerò a mettercela. Molti pensano sia bello stare in prima linea, ma il punto è che quando va tutto bene e vinciamo il merito è di tutti, giustamente, il problema è che se si perde prendo schiaffi solo io”.

 

Presenti i ministri Alfonso Bonafede, Giulia Grillo, Riccardo Fraccaro, Elisabetta Trenta, Barbara Lezzi e Alberto Bonisoli. Presente il presidente della Camera Roberto Fico che, già in giornata, ha garantito che interverrà . Presente anche l’ex deputato 5 stelle Alessandro Di Battista. Non escluso che al termine ci sarà una votazione.

“Non sono pervenute criticità sul governo, abbiamo deciso che il governo deve andare avanti”, ha riferito il capogruppo M5s alla Camera, Francesco D’Uva.

Di Maio, prendendo la parola, ha posto la domanda chiave ai suoi parlamentari: “Volete ancora sostenere questo governo? Conte vuole saperlo”.“Sì a una riorganizzazione del Movimento 5 stelle, ma si deve partire dalla fiducia nel capo politico o da un nuovo capo politico. Dobbiamo decidere se sostenere o no questo governo, Conte vuole saperlo”.

Domanda sulla quale, anche senza alcun voto, a quanto pare l’assemblea si è espressa positivamente.

Tanti hanno chiesto il ritiro del voto su Rousseau (che invece, a quanto risulta, ci sarà comunque): il rischio è infatti che gli affondi dei critici si trasformino in un boomerang. “Sono stato frainteso dai giornali, hai ancora fiducia in me?”, ha chiesto ad esempio Gianluigi Paragone, finito in queste ore sul banco degli imputati. Emilio Carelli non ha nascosto i suoi dubbi sull’attuale squadra di ministri (peraltro tutti presenti). Mentre per Fico la questione è molto più ala radice: “Vogliamo provare a diventare un partito politico classico oppure vogliamo fare il Movimento 5 stelle, che è molto più difficile? Non ho soluzioni, penso che dobbiamo trovare una via”. Ma per Di Battista “il nostro limite è che siamo brave persone e quindi abbiamo scelto i ministeri più complicati e abbiamo fatto i provvedimenti più complicati”.