Lettera UE. Tria invia la risposta. Salta il riferimento ai tagli alla spesa sociale, resta la flat tax ma non in deficit

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Agenpress – Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha inviato alla Commissione europea la lettera di risposta ai rilievi sollevati sul debito. La lettera- di 4 pagine, indirizzata al vicepresidente Valdis Dombrovskis e al commissario agli affari monetari, Pierre Moscovici-  è accompagnata da un documento di 58 pagine nel quale si esaminano i fattori rilevanti che influenzano l’andamento del debito pubblico in Italia. Fonti della Commissione Ue confermano di aver ricevuto la missiva.

Nel nuovo testo firmato scompare il rifermento ai tagli al welfare nel 2020-2021 che erano contenuti nel documento poi smentito, che aveva suscitato le critiche del vicepremier Luigi Di Maio e provocato l’intervento del premier Giuseppe Conte.

Il passaggio è sfumato e indica in modo più generico che “il governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie”. Resta invece la parte che annuncia il progetto di introduzione della flat tax, che però “sarà attuato nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo”.

Salta il riferimento ai tagli alla spesa sociale, resta la flat tax ma non in deficit Salta il riferimento ai tagli al welfare e a reddito di cittadinanza e quota 100. ”L’utilizzo delle nuove politiche di welfare è, finora, inferiore alle stime sottostanti la legge di bilancio 2019” scrive Tria nella lettera inviata a Bruxelles, nella quale non si parla più, come nella bozza circolata nel pomeriggio, di questi capitoli, ma si indica in modo più generico che “il governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie”.

“Il disavanzo dovrebbe attestarsi significativamente al di sotto delle previsioni della commissione e le variazioni del saldo strutturale dovrebbe essere conformi al Patto di stabilità e crescita anche sulla base della stima di output gap della Commissione”. Resta, anche se più sfumato, il riferimento alla flat tax “nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo”.

“Le entrate non tributarie sembrano superare le previsioni e l’utilizzo delle nuove politiche di welfare è finora inferiore alle stime sottostanti alla legge di bilancio per il 2019. Di conseguenza il disavanzo dovrebbe attestarsi significativamente al di sotto delle previsioni della commissione e le variazioni del saldo strutturale dovrebbe essere conforme al Patto di stabilità e crescita anche sulla base della stima di output gap della Commissione”.

“Concordiamo circa la necessità di conseguire un avanzo primario di bilancio più elevato, per riportare il rapporto debito pil su un percorso chiaramente discendente”. Nella lettera il ministro dell’Economia richiama “lo spirito di collaborazione che ha consentito di raggiungere l’accordo dello scorso dicembre” e sottolinea che per il 2018, “sebbene le condizioni macroeconomiche non abbiano consentito all’Italia di soddisfare gli sfidanti requisiti della Regola di riduzione del debito”, il Governo “abbia seguito un approccio prudente e responsabile”.