Papa chiede perdono ai rom: non siamo umani se non vediamo la persona prima dei pregiudizi

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Agenpress. Nell’incontro a Blaj con la comunità rom, Francesco chiede scusa per le discriminazioni e le segregazioni subite e invita il popolo rom ad aprirsi agli altri e a condividere i propri doni.

Chiedo perdono – in nome della Chiesa al Signore e a voi – per quando, nel corso della storia, vi abbiamo discriminato, maltrattato o guardato in maniera sbagliata, con lo sguardo di Caino invece che con quello di Abele, e non siamo stati capaci di riconoscervi, apprezzarvi e difendervi nella vostra peculiarità.

L’indifferenza di Caino per il fratello, alimenta infatti i pregiudizi, fomenta rancori, crea distanze:

Quando qualcuno viene lasciato indietro, la famiglia umana non cammina. Non siamo fino in fondo cristiani, e nemmeno umani, se non sappiamo vedere la persona prima delle sue azioni, prima dei nostri giudizi e pregiudizi.

Sempre nella storia dell’umanità, prosegue Papa Francesco, c’è da scegliere tra l’apertura all’incontro e all’accoglienza di Abele e la chiusura dello scontro e alla cultura dello scarto di Caino. “Ogni giorno c’è da scegliere tra Abele e Caino”, ribadisce, “tra la via della riconciliazione e quella della vendetta”, tra la civiltà dell’amore e quella dell’odio. “Scegliamo la via di Gesù”, afferma il Papa, “una via che costa fatica, ma è la via che conduce alla pace”.