Conferenza Conte. Mulé (FI). Ridicola barzelletta, ha fatto il gigante con i piedi d’argilla, doveva dimettersi

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Agenpress –  “E’ una ridicola barzelletta.  Ieri Conte ha fatto il gigante, ma aveva i piedi d’argilla. Avrebbe dovuto solo rassegnare le dimissioni. Mentre lui invitava i due contraenti del contratto all’interlocuzione, da una parte Toninelli diceva di essere stufo delle sciocchezze di Salvini e dall’altra Lega e M5S si prendevano sostanzialmente a botte in una stanzetta di Palazzo Chigi dove si doveva decidere sul decreto sblocca-cantieri. I leghisti hanno sbattuto la porta dicendo: si va tutti a casa. Questo dà l’immagine plastica del governo, gli italiani lo vedono, non hanno l’anello al naso. Ieri Conte non aveva mangiato filetto di tigre, magari con un po’ di filetto di tigre troverà il coraggio di mettere fine a un governo che ha portato il Paese dritto contro un iceberg”.

Lo dice Giorgio Mulè, deputato e portavoce di Forza Italia,  intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, sulla conferenza stampa del premier Conte

Sul codice degli appalti. “Il codice degli appalti non solo è da rivedere, ma da ripensare da capo, perché è diventato un ostacolo per le imprese. Oggi le imprese vengono guardate con l’occhio di Davigo: sono tutte ladre e vanno beccate. Ma non è così. L’approccio di questo governo è manettaro, giustizialista, si sono completamente rovesciati i principi del vivere civile, per cui chi lavora vuole fare il furbo”.

Sul centrodestra. “Ragionare con le categorie dell’oggi e dimenticare che dal Trentino alla Sicilia il centrodestra è tale solo perché riunisce tutte le forze che convergono, significa disobbedire al principio di realtà. Dopodichè le campagne elettorale le conosciamo tutti, i toni usati da FDI sono stati non rispettosi e arroganti. Dire che noi ci alleiamo col PD è una di quelle fesserie che neanche un pinocchio seriale come Toninelli si sognerebbe di dire. Sono sicuro che mai come oggi questo centrodestra, con rapporti di forza diversi rispetto al passato, abbia un’autostrada di consenso. Questo centrodestra non può rinunciare a questa ipotesi per degli egoismi. Berlusconi dice ancora la sua, hai voglia se la dice. Nel Parlamento europeo ha un ruolo fondamentale, quello di riuscire a federare in ambito europeo i partiti popolari e quelli sovranisti. Nell’analisi costi-benefici Salvini ha soltanto da guadagnare nell’avere Silvio Berlusconi al suo fianco. Sono certo che Salvini da leader capace non ha alcun retro pensiero nell’avere in Berlusconi una punta di diamante in Europa, escludo che soffra di gelosia”.

Sull’assemblea convocata da Giovanni Toti per il 6 luglio. “Bisogna dare contenuto a quella che per ora è una festicciola, quella del 6 luglio. E’ in atto all’interno di FI un processo che ci porta a un congresso nazionale aperto a tutti. Penso che il luogo dove celebrare questa enorme trasformazione di FI già ci sia. Se poi intervengono fattori personali, legati a ruggini passate, non vorrei che queste avessero il sopravvento su quella che dovrebbe essere la visione di un politico: fare l’interesse della sua parte politica. Non voglio credere che quello di Toti sia un regolamento di conti. Nessuno di quelli che hanno abbandonato FI per tattica hanno avuto un grande futuro politico”.