Olanda. Noe, 17 anni, ottiene l’eutanasia. Era stata stuprata da piccola.”Non ero viva da troppo tempo”

708

Agenpress – Una ragazza olandese di 17 anni, Noa Pothoven, ha chiesto e ottenuto, dopo una lunga battaglia, l’eutanasia, legale nei Paesi Bassi, dopo anni di sofferenze psichiche seguite ad una violenza subita da bambina.   La giovane è morta domenica in casa con l’assistenza medica fornita da una clinica specializzata. La ragazza aveva dichiarato di non sopportare più di vivere a causa della sua depressione.   A seguito della violenza subita, soffriva anche di stress post traumatico e di anoressia.

Cinque giorni fa aveva pubblicato su Instagram l’ultimo post: una sua foto, un lungo messaggio e un saluto che si conclude con una faccina che manda un bacio e le parole “con amore, Noa”. “Un triste ultimo post, ho pensato a lungo se lo avrei dovuto condividere qui, ma alla fine ho scelto di farlo”, scrive nel suo testamento social. “Vado dritta al punto: entro massimo 10 giorni morirò. Dopo anni di lotte, la lotta è finita. Ho smesso di mangiare e di bere e dopo difficili confronti è stato deciso che potrò morire perché la mia sofferenza è insopportabile”, così la ragazza che si definiva “guerriera e blogger della malattia mentale”, che era vegetariana dall’età di 9 anni e che durante l’elettroshock amava ascoltare The Mushroom Cloud della Kyteman Orchestra.

Durante la lunga battaglia per avere l’autorizzazione alla dolce morte, Noa aveva dichiarato di non sopportare più di vivere a causa della sua depressione. In seguito agli stupri subìti soffriva anche di stress post-traumatico e di anoressia. Aveva raccontato la sua esistenza in una autobiografia dal titolo “Winnen of leren” (Vincere o imparare).

Le parole di Noa, scritte solo pochi giorni prima della sua morte, suonano ora ancora più dolorose: “E’ finita, non ero viva da troppo tempo, sopravvivevo e ora non faccio più neanche quello. Respiro ancora, ma non sono più viva”. Poi la 17enne descrive le sue ultime ore: “Sono seguita, non ho dolore e trascorro tutto il giorno con la mia famiglia (sono nel salotto di casa mia in un letto di ospedale). Sto salutando le persone più importanti della mia vita”.