Salario minimo. La bocciatura dell’Ocse e Istat. Impatto da 4,3 mld. Non è la soluzione

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Agenpress – L’Istat boccia il salario minimo prospettato da Luigi di Maio a 9 euro lordi l’ora. Per il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, “l’analisi dell’impatto dell’incremento retributivo medio annuo stimato sugli aggregati economici delle imprese con dipendenti (circa 1,5 milioni) consente di evidenziare un aggravio di costo pari a circa 4,3 miliardi complessivi, che, se non trasferito sui prezzi, porterebbe a una compressione di circa l′1,2% del margine operativo lordo ed allo 0,5% del valore aggiunto”.

Anche l’economista dell’Ocse Andrea Garnero, si dice contrario. Se fissato a questa cifra, ha spiegato ebbe al momento “il più elevato tra i Paesi Ocse” e “anche della maggioranza dei contratti collettivi esistenti”.

La retribuzione minima – ha sottolineato Garnero – “non è la soluzione alla questione salariale italiana o ai problemi del mercato del lavoro italiano”. “E’ uno strumento legittimo, interessante, con alcune potenzialità ma anche con alcuni limiti”, ha detto Garnero.
Secondo Garnero, il salario minimo è uno “strumento legittimo, interessante e con potenzialità, ma anche con alcuni limiti”. L’economista ha anche rilevato che in Italia non sempre i contratti collettivi sono rispettati e il 12% dei lavoratori sono sottopagati, soprattutto al Sud.

“Il salario minimo si farà, perché è nel contratto! E perchè già esiste in molti Paesi europei!”, aveva scritto Luigi di Maio.

“Bisogna restituire dignità a milioni di lavoratori sottopagati, ma al contempo occorre aiutare anche le imprese uccise dalle tasse.  Le due proposte, sul salario e sulla riduzione del cuneo, saranno dunque parallele e la proposta sul cuneo fiscale verrà inserita nella legge di bilancio”

“Nella legge Catalfo (M5S) prevediamo di fissare per legge una soglia di almeno 9 euro lordi l’ora al di sotto della quale non si può scendere. In sostanza, contratti da 3 o 4 euro l’ora come se ne vedono oggi non saranno più consentiti, perché 3 o 4 euro l’ora non è lavoro, è schiavitù”.