Mercatone Uno: si ragiona sul nodo cassa integrazione

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Agenpress. Mercatone Uno: si affronta il nodo cassa integrazione al tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico. L’incontro di presentazione dei nuovi commissari Giuseppe Farchione, Luca Gratteri e Antonio Cattaneo (che guideranno la seconda amministrazione straordinaria) con sindacati, a cui non ha preso parte il ministro Luigi Di Maio, si è concentrato proprio sulla questione del riconoscimento della cassa integrazione per i 1.800 lavoratori rimasti senza lavoro.
Secondo quanto pubblicato da alcune agenzie di stampa in base a quanto riferito da alcuni rappresentanti delle Regioni, presenti al tavolo, i sindacati hanno fatto presente che se venisse riconosciuto l’ammortizzatore sociale sulla base dei contratti in essere, in gran parte part-time, molti lavoratori percepirebbero un sussidio molto ridotto e alcuni rischierebbero addirittura di non ricevere nulla.
I rappresentanti di Filcams, Fisascst e Uiltucs hanno chiesto ai commissari di poter riconoscere i contratti pregressi, del 2018, che erano a tempo pieno, prima dell’assorbimento dell’azienda da parte di Shernon.
Come spiega l’assessore regionale dell’Abruzzo al Lavoro e alle Politiche sociali, Piero Fioretti, “la bozza per la richiesta della cassa integrazione era gia’ pronta stamattina ma i sindacati hanno chiesto approfondimenti, i tempi comunque sono molto stretti”, spiega l’assessore.
Le regioni coinvolte sono Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto.
Il Ministero dello se, anche se nella riunione non si è entrati nel merito delle prospettive future, vorrebbe trovare un compratore unico per tutti i 55 stabilimenti. Intanto diverse Regioni si stanno attivando per venire incontro alle esigenze dei lavoratori nell’ottica di una anticipazione degli ammortizzatori o con la creazione di Fondi a sostegno degli ex dipendenti della Mercatone Uno.
Il tavolo al Ministero dello Sviluppo economico è stato poi sospeso per permettere un approfondimento tecnico tra sindacati e commissari sul nodo appunto della cassa integrazione, la cui firma quindi potrebbe anche slittare di qualche giorno.
La Regione Veneto, rappresentata dalla propria unità di crisi aziendale guidata da Mattia Losego, ha confermato attenzione e continuità rispetto agli impegni assunti nei due precedenti incontri in sede ministeriale di fine maggio, e in quello regionale di giugno.  Nello specifico, l’attenzione regionale è rivolta agli ambiti occupazionali e alle relative misure di sostegno al reddito, alle condizioni di difficoltà dei fornitori e dei consumatori e agli aspetti di possibile rilancio commerciale del compendio aziendale.
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Lavoro Elena Chiorino hanno preso parte, questa mattina a Roma al Ministero per lo Sviluppo economico, al tavolo di crisi nazionale sul caso del Mercatone Uno. Presente all’incontro anche Alberto Anselmo del Settore Politiche del Lavoro della Regione Piemonte. Il tavolo, in cui è stata affrontata la situazione in generale a livello italiano, è stato preceduto da un incontro riservato con il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico, Davide Crippa, e il presidente del tavolo di crisi, Giorgio Girgis Sorial, chiesto dal presidente Cirio per affrontare in particolare alcuni aspetti che riguardano la situazione dei lavoratori piemontesi.  “Abbiamo riscontrato grande disponibilità, anche nel poter incontrare i rappresentanti del Ministero prima del tavolo sulle tematiche nazionali, in modo da discutere della specifica situazione dei lavoratori del Mercatone Uno in Piemonte – sottolinea il presidente della Regione Cirio – Abbiamo parlato di cosa è possibile fare in concreto per i 250 lavoratori piemontesi. Così come richiesto anche da noi dopo l’incontro con sindacati e dipendenti, ci è stata comunicata la decisione del Tribunale di Bologna di annullare il contratto di vendita alla Shernon, in modo da retrocedere alla situazione precedente di amministrazione straordinaria e consentire l’attivazione della cassa integrazione, impossibile da avviare con un’azienda fallita. Sono stati nominati i nuovi amministratori straordinari che, adesso, avranno il compito di creare le condizioni per trovare un nuovo, e soprattutto affidabile, acquirente”.“La cosa importante – evidenzia il presidente – è anche che la richiesta di attivazione della cassa verrà retrodatata a maggio, in modo da non produrre ulteriore danno ai lavoratori. Da risolvere c’è ancora la criticità del valore da attribuire a questi ammortizzatori.
I lavoratori infatti, per venire incontro alle richieste di Shernon, hanno accettato una riduzione di stipendio e orario di lavoro e se la cassa dovesse tener conto di questa nuova configurazione contrattuale avrebbe un importo molto esiguo. Abbiamo quindi chiesto al Ministero di poterla calcolare sulla base dei contratti precedenti alla vendita alla holding. Inoltre, ho dato mandato all’assessore Chiorino di predisporre in pochi giorni con la struttura regionale delle convenzioni con le banche disponibili ad anticipare ai lavoratori il valore dell’assegno. Da quando la cassa viene autorizzata a quando viene effettivamente erogata passano infatti mediamente tre mesi e noi non possiamo lasciare i lavoratori in sospeso per altre settimane.
È necessaria una soluzione ponte e la metteremo in atto, già nei prossimi giorni, con gli istituti di credito di cui gli uffici regionali hanno raccolto la disponibilità. I lavoratori potranno aprire un conto sul quale verrà loro anticipato il valore degli ammortizzatori, in attesa che vengano resi disponibili dallo Stato. Il primo obiettivo, però, rimane la continuità lavorativa per tutti. E su questo il mio impegno personale e quello di tutta la Regione sarà forte e costante”.