Morì dopo aver rifiutato la chemio. Condannati i genitori di Eleonora. “Fu plagiata”

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Agenpress – Il tribunale di Padova ha condannato a due anni ciascuno Lino e Rita Bottaro, genitori di Eleonora, la minorenne che tra il 2015 e il 2016 si ammalò di una grave forma di leucemia e che decise di non curarsi con la chemioterapia. La ragazza, accogliendo in pieno la tesi dei genitori che sposavano il metodo Hamer, trattò la malattia solo con vitamine e cortisone, morendo in breve tempo.

Secondo la procuratrice aggiunta Valeria Sanzari, che ha indagato subito madre e padre per omicidio colposo aggravato dalla prevedibilità dell’evento, la ragazza non ha mai avuto modo di costruire una propria libertà di scelta delle cure, in quanto sempre iperprotetta e “plagiata” dai genitori.

Dopo l’udienza preliminare nel 2017 il gup Mariella Fino ha pronunciato una sentenza di non luogo a procedere nei confronti dei due genitori con la formula “il fatto non costituisce reato”. Secondo il giudice, Eleonora, nonostante la minore età, era una giovane adulta in grado di decidere la sua cura autonomamente. Inoltre i Bottaro, (residenti a Bagnoli, nella Bassa Padovana), aveva ritenuto sempre il Gup, erano in buona fede, avevano scelto un percorso culturale autonomo, non condiviso dalla scienza, certo, ma determinato dalla libertà di pensiero che tutela la Costituzione.

Il pm Valeria Sanzari ha fatto ricorso contro questa decisione e la Corte d’Appello ha sposato la linea della procura. Nel rimandare il procedimento in primo grado i giudici lagunari sono stati particolarmente duri. “Il comportamento degli indagati appare essere stato diretto a una continua manipolazione della volontà di Eleonora mediante un’opera di filtro, censura e denigrazione di ogni approccio diagnostico e terapeutico che non corrispondesse alle loro preconcette idee in base a quel continuo atteggiamento di non sapere ascoltare e abbarbicarsi alle loro illusioni” ha scritto il presidente della sezione del secondo grado Alessandro Apostoli Cappello a proposito di Lino e Rita Bottaro. Contro queste parole l’avvocato Raffaella Giacomin, che difende la famiglia, si è opposto con ricorso in Cassazione, che è stato respinto, pertanto il processo ha avuto inizio lo scorso ottobre. Nel corso delle udienze sono stati sentiti i medici che avevano in cura la ragazza, che hanno raccontato la difficoltà continua nel riuscire a parlare da soli con la giovane malata, data l’ingerenza dei genitori. Sentito dal pm e sempre presente alle udienze, il professor Paolo Benciolini, medico legale che è stato tutore di Eleonora per qualche mese prima della sua morte. A lui il tribunale dei minori aveva affidato il compito di prendersi carico della cura della giovane, ma la ragazza ha continuato a opporsi, fino a quando il suo stato di salute è stato definitivamente compromesso.