Migranti. La Sea Watch chiede lʼintervento della Corte di Strasburgo

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Agenpress – La Corte di Strasburgo ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di “misure provvisorie” da parte della Sea Watch 3 per chiedere all’Italia di consentire lo sbarco dei migranti. La Corte ha rivolto una serie di domande sia alla Sea Watch 3 che al governo italiano. Questi ultimi dovranno rispondere entro oggi pomeriggio. La Corte in base ai suoi regolamenti può chiedere all’Italia di adottare quelle che vengono definite “misure urgenti” e che “servono ad impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani”.

Ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ribadito che anche “in caso di peggioramento della situazione a bordo la responsabilità è esclusivamente dell’Olanda e del comandante della nave”. Già da ieri si sapeva infatti che l’unica alternativa alla situazione di stallo sarebbe stata, oltre a rivolgersi a organismi come la Corte, forzare il blocco dichiarando lo stato di emergenza e arrivare in porto a Lampedusa: in questo caso però, in base al decreto-sicurezza bis in vigore, la capitana Carola Rackete sarebbe andata incontro a una multa fino a 50mila euro e al sequestro della nave.

La Sea Watch 3 è giunta al dodicesimo giorno senza porto. A bordo la situazione si fa critica. Il medico segnala che i naufraghi “hanno bisogno di cure mediche. Non sto parlando da medico ma da essere umano, serve un porto sicuro ora. Abbiamo pazienti con dolori per le torture subite ed altri che necessitano di un supporto psicologico”. Sono ora 42 i migranti a bordo. Sul proprio account Twitter, la ong tedesca ha mostrato il percorso della nave ai confini delle acque territoriali italiani a sud e ad est di Lampedusa.