Non basta un “cartello” per definire un canile-lager

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Agenpress   – Le statistiche nazionali parlano di  migliaia di cani  e gatti abbandonati ogni anno. Il nostro  rispetto per il mondo animale deve ancora migliorare. Un cane riesce a perdonare anche chi lo ha abbandonato. Riesce addirittura a scodinzolare di nuovo anche a colui che lo ha maltrattato.

Per compensare a queste  diversità di comportamento tra il genere umano e il genere animale per fortuna esistono Associazioni no profit e anche semplici volontari che compensano  tra chi abbandona e chi perdona.

Ecco queste Associazioni , con enormi sacrifici,  riescono a pareggiare i conti con la nostra imperfetta coscienza.

Molte volte  vengono letti articoli, pubblicati sulle prime pagine dei giornali aventi titoli ad effetto come “Sequestro di canili-lager” . Pochi  si soffermano sulle motivazioni che hanno ridotto un canile in quelle condizioni. Meno di pochi si chiedono se quel canile “viveva” di contributi pubblici o se” moriva” di personali risorse economiche.

La differenza è capire se il cosiddetto canile-lager “incassava oppure spendeva”.

Ultimamente è stato sequestrato un canile a Terracina sulla Migliara 57 e a quanto riferito dai carabinieri forestali circa 200 animali (150 cani e 50 gatti), alcuni dei quali vivevano in cattive condizioni di salute. La responsabile della struttura è stata  denunciata con le accuse di gestione di un canile privato senza autorizzazioni, maltrattamento di animali, violazioni urbanistiche e illeciti relativi allo smaltimento dei rifiuti.

Io mi sono soffermato su quanto avvenuto al canile di Terracina, ed è uscito un quadro diverso da quello che ho letto: il canile è su un terreno privato, quindi lo Stato ha già risparmiato su un bene demaniale;  il canile vive grazie ai contributi privati e grazie alla disponibilità economica della responsabile della struttura, quindi lo Stato non ha aperto le proprie casse; il canile raccoglie sia  i cani dalla strada, sia quelli che vengono lasciati davanti al cancello e/o addirittura lanciati oltre il cancello, quindi lo Stato non ha affrontato nessuna spesa, anzi ha beneficiato di molteplici servizi.

Certamente non era in regola, ma sarebbe troppo bello se in Italia la burocrazia venisse affidata agli animali.

Come può una donna sola ed isolata come la proprietaria del canile di Terracina provvedere a sanare le irregolarità del proprio canile, quando ti trovi il “burocrate” di turno” che invece di comprendere i motivi che hanno indotto al sequestro ti esclude dai tuoi amati animali con un semplice cartello appeso al cancello con scritto: “Canile sotto sequestro”.

E come se non bastasse ora la proprietaria del canile dovrà affrontare giuridicamente tutte le accuse che le sono state formalizzate.

Una cosa ci tengo a sottolineare  al “burocrate di turno” la proprietaria vive notte e giorno all’interno del canile per non allontanarsi dai suoi cani: pranza e cena con una briosches per poter acquistare più cibo per gli animali.

Auspico che il Sindaco di Terracina, a cui è stata affidata la custodia dei cani, sappia prendere quelle decisioni che non aggravino la situazione del canile e non appesantiscano ulteriormente la posizione giuridica della proprietaria dalla quale tutti quanti, almeno una volta dobbiamo trarre insegnamento: il vero amore per gli animali si dimostra e non si mostra.

Aurelio Coppeto