Cicchitto (ReL): Putin, l’idea liberale ha esaurito il suo scopo? Sovranismo di oggi identico al nazionalismo di ieri

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Agenpress. Secondo Putin “la cosiddetta idea liberale ha esaurito il suo scopo”. Ora a nostro avviso può essere contestato il liberismo dominato dalla finanziarizzazione e dall’ineguaglianza e anche un liberalismo nel quale coloro che controllano giornali, televisioni e pezzi di rete traducono ciò in soggetti politici e in voti.

Non è contestabile invece “l’idea liberale” come stato di diritto, garantismo, rispetto della libertà di opinione e quindi di stampa. In effetti Putin si esprime in coerenza con quello che ha fatto in questi anni in Russia. Non a caso Putin afferma nella sua intervista che il suo riferimento storico è Pietro il Grande. In altre circostanze egli si è riferito anche a Ivan il Terribile e ha anche affermato che il crollo del comunismo in Russia è stato la principale tragedia di questo secolo, mentre è in corso una rivalutazione di Stalin. In sostanza siamo passati dal totalitarismo comunista ad un autoritarismo assai duro che combina insieme elementi della destra zarista con il retaggio di spezzoni del leninismo e dello stalinismo, il tutto in nome della rivincita della grande Russia.

In più Putin ha compreso per primo nel mondo (in Italia ci è autonomamente arrivato Gian Roberto Casaleggio) che l’uso politico di internet può servire per manipolare le democrazie liberali e lo ha fatto sia negli USA, sia in Europa. Di conseguenza riteniamo del tutto inaccettabile il suo modello di democrazia guidata nella quale il popolo ha una sua libertà, quella di votare, mentre non esistono o sono state eliminate la libertà di stampa e la neutralità delle strutture dello stato. È anche del tutto evidente che la risposta a tutto ciò può essere data solo se avviene un profondo rinnovamento degli istituti della democrazia rappresentativa e delle politiche economiche che devono fondarsi sulla crescita e non sul rigorismo e sull’austerity. D’altra parte però nessuno può dimenticare che il sovranismo di oggi è identico al nazionalismo di ieri, un nazionalismo che nella sua logica inesorabile ci ha portato a due guerre mondiali.

Lo scrive Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Liberta’, ex presidente della commissione affari esteri della Camera.