Istat. Ancora debole l’economia italiana, ma migliora lavoro

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Agenpress –  “L’indicatore anticipatore conferma uno scenario a breve termine caratterizzato dalla debolezza dei livelli produttivi”. Lo rileva l’Istat nella nota mensile relativa a giugno. Se l’economia italiana appare, ribadisce l’Istituto, “caratterizzata dal proseguimento della fase di debolezza dei ritmi produttivi” tuttavia a questa dinamica si associano “miglioramenti sul mercato del lavoro e del potere d’acquisto delle famiglie”.

“I segnali di ripresa dell’economia internazionale appaiono episodici e nel complesso i dati hanno segnalato tendenze meno positive rispetto alle attese, sia nei paesi emergenti sia in quelli avanzati”.

“Ad aprile, l’indice della produzione industriale – ricorda l’Istat – ha segnato una diminuzione, per il secondo mese consecutivo, interrompendo la tendenza positiva evidenziata nei primi mesi dell’anno”. Sul fronte lavoro invece, “a maggio, è proseguito l’aumento del numero di occupati in presenza di una forte riduzione del tasso di disoccupazione”. Quindi, rimarca l’Istituto, “nel mercato del lavoro si sono intensificati i segnali positivi”. E, fa sapere, “la ricomposizione favorevole tra occupazione e disoccupazione appare evidente anche considerando le medie degli aggregati riferiti a gennaio-maggio. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di una lieve riduzione della forza lavoro (-0,2%) si è registrato un miglioramento dell’occupazione (+0,5%) e una marcata riduzione della disoccupazione (-6,1%)”. Quanto ai prezzi nessuna sorpresa: “l’inflazione italiana si mantiene su tassi moderati e inferiori a quelli dell’eurozona”. Guardando più da vicino la curva dell’indice anticipatore dell’Istat, spia di quel che potrebbe accadere nei prossimi mesi, la gobba resta: la parabola è ancora discendente, ma i fattori congiunturali che ne determinano l’andamento sono meno negativi rispetto al passato.

“Le previsioni per l’area dell’euro indicano un possibile rallentamento nel secondo trimestre”, spiega l’Istituto ricordando come secondo le previsioni elaborate da Ifo, Kof e lo stesso Istat nell’Eurozone Economic Outlook, “il Pil dell’area dell’euro è atteso rallentare nel secondo trimestre”.