Nucleare. LʼIran inizia ad aumentare lʼarricchimento dellʼuranio. Cina condanna “bullismo Usa”

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Agenpress – LIran  inizia ufficialmente la seconda fase del piano per ridurre i suoi obblighi previsti dall’accordo sul nucleare del 2015, aumentando il livello di arricchimento dell’uranio al 5%, dal 3,67% stabilito dall’accordo. Lo hanno annunciato il portavoce del governo Ali Rabiei, il viceministro degli Esteri Abbas Araghchi e il portavoce dell’Organizzazione dell’energia atomica iraniana Behrouz Kamalvandi.

L’Iran insiste sulla natura “pacifica” del suo programma nucleare, anche in vista all’aumento al 4,5%. La decisione di arricchire l’uranio sopra i livelli consentiti dall’accordo internazionale sul nucleare iraniano è motivata dalle nostre “esigenze di sviluppo economico” e gli scopi sono “assolutamente pacifici”, ha scritto  su Twitter Ali Rabiei. Nel tweet c’è un riferimento alle indicazioni della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei al quale spetta l’ultima parola nelle scelte strategiche della Repubblica Islamica. “La fatwa della Guida Suprema contro ogni forma di arma di distruzione di massa è la nostra guida per evitare la fabbricazione di armi nucleari nel mondo e nella regione”, aggiunge Rabiei.

Da una parte le sanzioni dall’altra l’annuncio dello sforamento della soglia del 3,67 per cento di arricchimento dell’uranio (fonti ufficiali lasciano trapelare il 4,5%) imposto al Paese in base all’accordo raggiunto nel 2015 con il gruppo Cinque più Uno – formato da Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania -. Un braccio di ferro che per il momento vede protagoniste l’America di Donald Trump e l’Iran di Hassan Rouhani, mentre l’Europa e altri paesi sembrano stare a guardare.

Lo sostiene il portavoce dell’Organizzazione iraniana dell’energia atomica, Behrouz Kamalvandi, dichiarando come gli europei dovrebbero agire rapidamente perché, in assenza di tali misure, la Repubblica islamica continuerà a ridurre i propri impegni derivanti dall’accordo del 2015. Il prossimo passo dell’Iran potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 20%, se i partner europei non agiranno per contrastare le sanzioni Usa entro la scadenza del nuovo ultimatum di 60 giorni annunciato dalla Repubblica Islamica, ha dichiarato il portavoce Behrouz Kamalvandi. L’Unione europea ha ‘rotto il silenzio’, se così si può dire, e ha  esortato l’Iran a “cessare” tutte le attività di arricchimento dell’uranio contrarie agli impegni assunti. “Esortiamo con forza l’Iran a interrompere le sue attività contrarie agli impegni presi nel quadro” di questo accordo, ha detto Maja Kocijančič, portavoce della diplomazia europea, durante la quotidiana conferenza stampa della Commissione europea a Bruxelles.

La Cina esprime rammarico per la decisione dell’Iran di superare i limiti dell’arricchimento dell’uranio imposti dall’accordo sul nucleare di Vienna del luglio 2015 e chiede a tutte le parti coinvolte di “esercitare moderazione”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang. Ad ogni modo, la Cina denuncia il “bullismo” degli Stati Uniti e lo ritiene causa dell’attuale crisi con l’Iran. “La massima pressione degli Stati Uniti sull’Iran è la fonte della crisi nucleare iraniana”, ha terminato Shuang durante una conferenza stampa.