Fabrizio Cicchitto (ReL): Savoini, a forza di giocare su troppi tavoli si finisce spennati

161

Agenpress. Guardando agli USA e la Russia il dato di fondo che emerge da ciò che è avvenuto da qualche anno a questa parte è che Salvini ha ecceduto nel giocare su entrambi questi tavoli, quasi che egli possa contemporaneamente avere rapporti preferenziali a suo piacimento con la Russia e gli USA.

Invece Salvini non può pensare di trattare Putin e Trump come se si trattasse del Berlusconi attuale, quello della decadenza. A dir la verità per tutta una fase arrivata fino a qualche mese fa Salvini ha addirittura esibito i suoi rapporti preferenziali con Putin, con il partito “Russia unita” e con la Russia come Paese arrivando addirittura ad affermare che li si trovava molto più a suo agio che in altre nazioni. Non parliamo poi delle volte in cui Salvini si è pronunciato contro le sanzioni.

È quando è venuto in Italia Putin ha sottolineato la cosa. Ma gli USA e la Germania tengono fermo questo punto perché Putin continua a tenere sotto pressione l’Ucraina e perché questo segnale serve per evitare che egli apra anche i fronti in Paesi dell’Europa del Nord. Poi, da qualche tempo a questa parte, anche a fronte del flirt del M5S con la cinese via della seta, Salvini ha puntato ad apparire come il punto di riferimento per eccellenza in Italia per gli USA.

Ora, nel sistema internazionale non si può pretendere di coprire tutti gli spazi e di giocare su tutti i tavoli. In questo caso qualcuno dei grandi protagonisti reagisce e manda un messaggio. Ci sembra che l’episodio di cui oggi si discute, quello degli inequivocabili colloqui di Savoini all’hotel Metropol, è un chiaro avvertimento inviato, ancora non sappiamo da chi, a Salvini.

Lo scrive Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Liberta’, ex presidente della commissione affari esteri della Camera oggi dalle pagine de Il Tempo.