Francesco Paolo Sisto (FI): Riforme costituzionali, vogliono uccidere la democrazia rappresentativa

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Agenpress. Francesco Paolo Sisto, parlamentare di Forza Italia, ritiene che «la nostra sia la Carta più bella del mondo». E aggiunge che la zampata più pericolosa alla democrazia può arrivare proprio dalla riforma dell’articolo 71, una «follia», uno «scempio», dice Sisto al quotidiano online Spraynews.it, che sottolinea come negli ultimi anni gli attacchi alla Costituzione si sono fatti sempre più pericolosi: «Ci ha provato il Pd con la riforma Renzi, ora ci riprova il governo su impulso dei 5 Stelle. Ma noi non staremo a guardare questi barbari che attentano alla Carta costituzionale».«Siamo all’emergenza democratica. –

Afferma Sisto a Spraynews.it – I grillini ignorano la grammatica della Costituzione e i suoi delicati equilibri, non hanno la più pallida idea di cosa sia costata questa nostra Carta. C’è gente che ha dato il sangue per l’Italia Repubblicana e ora, con una furia iconoclasta, la maggioranza che governa il paese vuole spazzare via tutto. Al fondo dei vari progetti di riforma c’è la volontà di esautorare il parlamento e distruggere la democrazia rappresentativa per consegnarla allo strapotere del governo e all’opaco consenso della Rete». «Vedere la Costituzione in mano a dei bimbi capricciosi, che giocano come se si trattasse di una partita di Monopoli, è un spettacolo terribile. Tra l’altro si inseguono le opzioni dei Cinque stelle con le opzioni della Lega, i due “nemici al governo”.

Dalla democrazia partecipata alla democrazia cliccata, ovvero il più inquietante modello orwelliano: il totalitarismo di un grande fratello che manipola le coscienze e disarticola gli istituti della rappresentanza e i corpi intermedi. Dicono “democrazia diretta”. Ma diretta da chi? Questo è il punto. Da chi, senza nessuna trasparenza sui processi, controlla le piattaforme informatiche. Il modello Rousseau portato a livello nazionale; possibile che nessuno si accorga del pericolo che sta correndo la democrazia italiana?».

«La volontà popolare è diventata il pretesto per una sopraffazione della democrazia diretta su quella rappresentativa, con il rischio che interessi privati possano sovrapporsi a quelli pubblici e generali. Un numero ristretto di persone, 500mila lobbisti della firma, possono presentare infinite proposte di legge. Insomma, se le assemblea legislative saranno stressate da un numero indefinito di proposte le più svariate è evidente che il parlamento finirà solo ad occuparsi della qualunque e ad essere privato di fatto della sua funzione primaria, quella cioè di fare le leggi».

«Se gli italiani dovessero essere chiamati ad esprimersi su questa riforma dell’articolo 71, conclude Francesco Paolo Sisto  a Spraynews.it, non escludo che possa accadere quello che è successo con le riforme targate Renzi, che gli italiani hanno sonoramente bocciato. In quell’occasione l’Italia su è resa conto che si stava manomettendo la Costituzione. Ai miei colleghi parlamentari, dico che chi spingerà il pulsante verde per approvare questa riforma sta uccidendo la democrazia».