Rapporto Crea Sanità: le regioni del Sud sono quelle che hanno maggiori criticità

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Agenpress. “La distanza tende a ridursi, proporzionalmente al progressivo superamento delle condizioni di ritardo delle Regioni in Piano di rientro”. Il rapporto Crea Sanità, dell’Università di Tor Vergata di Roma, evidenzia che le regioni del Sud sono quelle che hanno maggiori criticità. Sono così definite “le regioni in area critica” per le performance dei servizi sanitari regionali. In quest’area critica si trovano “Puglia, Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania e Sardegna, con valori di performance che arrivano fino al 31%”.
Trento, Toscana e Bolzano “offrono un livello di opportunità significativamente superiore alle altre (performance tra 63% e 70%). Altre 6 regioni, ovvero Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Veneto e Piemonte, sono sempre parte dell’area dell’eccellenza e con una performance tra 57% e 61%.
Infine,6 regioni, ovvero Liguria, Valle d’Aosta, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise, “rimangono in una posizione intermedia con livelli abbastanza omogenei, compresi nel range 44-52%”.
Altro aspetto evidenziato è quello demografico: “Secondo le previsioni Istat, fra 50 anni (2066) la popolazione italiana diminuirà, infatti, del -11,2% (-0,2% medio annuo), passando da 60.589.445 a 53.824.600 abitanti. Il dato è confermato per tutte le Regioni italiane ad eccezione di P.A. di Bolzano, P.A. di Trento, Lombardia e Lazio che registreranno un aumento della popolazione tra il 2017 ed il 2066: +0,3% (medio annuo) per P.A. di Bolzano e Trento, +0,1% Lombardia, più contenuto l’aumento registra­to nel Lazio (+0,01% medio annuo)”.
La crescita degli anziani ha interessato tutte le Regioni italiane, con l’incremento più alto in Sarde­gna (+1,8 anni) e il più basso in Emilia Romagna (+0,7 anni). Mentre la Regione che registra il più alto tasso di natalità è la P.A. di Bolzano (10,2), superio­re alla media nazionale ma comunque in riduzione rispetto al 2007 (11,3); il più basso in Liguria (6,1 nel 2017) ed in riduzione rispetto al decennio considera­to (7,7).
La spesa sanitaria totale pro-capite (standardiz­zata), nel 2017, si è attestata a € 2.491,2 pro-capite (€ 150,9 mld.) in aumento dell’1,8% rispetto al 2016 con valori massimi in Valle d’Aosta e nelle PP.AA. di Bolzano e Trento (rispettivamente € 3.251,4, € 3.201,6 e € 2.745,4); all’estremo opposto si collo­cano Sicilia (€ 2.274,4), Marche (€ 2.271,3) e Cam­pania (€ 2.174,1).
La differenza tra la Regione con spesa massi­ma e quella con spesa minima è del 49,6%, ovve­ro € 1.077,3; anche escludendo le Regioni a statuto speciale la differenza rimane considerevole e pari a € 559,4 (ovvero al 25,7%).
Le differenze tra chi opera in Regioni in sostanziale equilibrio e chi in Regioni in Piano di Rientro, pur rimanendo una maggiore “aspettativa” fra i primi, tende a ridursi, proporzionalmente al progressivo superamento delle condizioni di “ritardo” delle Regioni in Piano di rientro.
Nelle Performance 2019 si indica un range compreso tra un massimo del 70% (del risultato massimo ottenibile) ottenuto nella P.A. di Trento, ed un minimo del 31% della Sardegna: “non può che preoccupare nella P.A. di Trento, ed un minimo del 31% della Sardegna: non può che preoccupare il fatto che anche la valutazione espressa per la Regione migliore sia ancora lontana dalla piena soddisfazione, come anche che la peggiore ha una Performance dimezzata rispetto alla migliore”.
Tre realtà (P.A. di Trento, Toscana e P.A. di Bolzano) sembrano offrire un livello di opportunità ai propri residenti significativamente superiore alle altre (Performance tra il 63% ed il 70%); altre 6 (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Veneto e Piemonte) sono sempre parte dell’area dell’“eccellenza”: con una Performance compresa tra il 57% ed il 61%; 6 Regioni, Liguria, Valle d’Aosta, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise, rimangono in una posizione “intermedia” con livelli di Performance abbastanza omogenei, compresi nel range 44-52%. In area “critica” si trovano 6 Regioni, Puglia, Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania e Sardegna, con valori di Performance che scendono progressivamente fino ad arrivare al 31%.