19 luglio 1992. La mafia uccide Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta

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Agenpress- Era 19 luglio del 1992 quando vennero uccisi dalla mafia il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti di polizia di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Per il primo anno senza Rita Borsellino, il movimento delle Agende Rosse e il centro studi “Paolo e Rita Borsellino” hanno organizzato insieme le manifestazioni in via D’Amelio.

Alle ore 15 è in programma la cerimonia di commemorazione davanti alla sede dell’ufficio scorte nella caserma della polizia Pietro Lungaro in via Agostino Catalano. Il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli e il questore Renato Cortese deporranno una corona di fiori in ricordo delle vittime. Alle ore 16.30, sarà celebrata una santa messa in suffragio delle vittime, officiata da don Cosimo Scordato nella chiesa san Francesco Saverio del quartiere Albergheria.

Fiammetta, figlia del magistrato, in un’intervista al Quotidiano del Sud si scaglia contro l’ormai ex pg della Corte di Cassazione, Riccardo Fuzio. Dopo aver lasciato il suo incarico perché il suo nome è comparso nelle carte dei pm che indagano su Luca Palamara, il magistrato ha scritto una lettera alla figlia minore del giudice. Nel documento sostiene di non aver fatto in tempo ad aprire l’azione disciplinare contro i suoi colleghi indagati per depistaggio.

Il gesto ha fatto indignare la donna, che spiega: “Una lettera incredibile e vergognosa nella quale Fuzio dice di non essere riuscito a fare nulla per avviare una indagine per l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati coinvolti nell’inchiesta sul depistaggio, indagati dalle procure di Messina e Caltanissetta: una indagine che avrebbe dovuto portare a individuare i magistrati responsabili del depistaggio”.