Migranti. Merkel: “salvarli in mare è imperativo umanitario”. Salvini: “no” al principio del porto più vicino

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Foto di repertorio

Agenpress – Il salvataggio in mare dei migranti è “un imperativo umanitario. Non si può continuare con soluzioni ad hoc per ciascuna imbarcazione di profughi”.

Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel aggiungendo che “il salvataggio non è solo un dovere, è un imperativo umanitario”.

Ieri al vertice tra ministri dell’Interno organizzato a Helsinki, Matteo Salvini ha ribadito il suo “no” al principio del porto più vicino per l’approdo degli immigrati, appoggiato dal governo maltese. Parigi e Berlino insistono invece per far approvare un documento sugli arrivi che vincoli in tal senso i Paesi che affacciano sul Mediterraneo.

“Da più ministri di più Paesi – ha aggiunto – è stata apprezzata la politica italiana di difesa dei confini che ha prodotto una drastica riduzione degli arrivi in Europa e dei morti nel Mediterraneo, alla faccia della sinistra”.

La posizione tenuta da Salvini è stata quella di una stretta sulle Ong e incremento delle espulsioni, soprattutto verso quei paesi ritenuti “sicuri”. Il ministro dell’Interno ha ripetuto ad Helsinki nel corso del minivertice con Germania, Francia e Malta prima della riunione dei ministri dell’Interno e della Giustizia dell’Ue.

Salvini ha ribadito che le Ong non possono sostituirsi agli Stati, ricordando quanto avvenuto con la Sea Watch 3 a Lampedusa “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta”. Un altro punto è il rafforzamento dell’impegno per prevenire partenze e, soprattutto, l’incremento di espulsioni con una lista di Paesi sicuri che prevedano “riammissioni automatiche”: “un conto sono gli arrivi da zone di guerra e un conto quelli da Tunisia o Albania”.