Tav. Toninelli licenzia l’unico esperto favorevole. Contestò l’analisi costi-benefici

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Pierluigi Coppola, uno degli esperti della commissione per l'analisi costi-benefici sulla Tav, che si era però dissociato dall'esito negativo della valutazione

Agenpress – Il ministro Toninelli ha licenziato Pierluigi Coppola, uno degli esperti della commissione per l’analisi costi-benefici sulla Tav, che si era però dissociato dall’esito negativo della valutazione.

Coppola, un ingegnere tra i più stimati del settore, si era dissociato dall’esito negativo della valutazione sulla linea ferroviaria italo-francese. E sarebbe stato licenziato con una mail, con un semplice messaggio di posta elettronica certificata ‘pec’ firmato dal ministro Toninelli.

Coppola, fanno sapere dal Mit, “ha violato la riservatezza rilasciando interviste non autorizzate e soprattutto resta un’ombra su di lui, in merito al falso contro-dossier con numeri sballati sulla analisi costi-benefici Tav che gli è stato attribuito sulla stampa e di cui poi lui ha smentito la paternità. Senza però chiedere rettifica ai giornali che glielo attribuivano”.

Nella mail certificata, si fa riferimento alla violazione di un comma di un decreto ministeriale che regola il comportamento dei consulenti nei rapporti con il pubblico, in particolare sul punto che non si devono rilasciare dichiarazioni offensive nei confronti dell’amministrazione e del ministro, né parlare a nome della stesa amministrazione in assenza di autorizzazioni. Coppola aveva pubblicamente contestato la relazione firmata da Ponti. L’ingegnere sostiene adesso di non avere violato comunque le regole e si dice sorpreso del trattamento subito.

Secondo Coppola l’analisi costi benefici della commissione ministeriale voluta da Toninelli per valutare l’opportunità di realizzare la Tav era infondata.

In una nota al ministro,  Coppola contestò alla commissione di aver un modello metodologico nuovo per bocciare l’alta velocità Torino-Lione e non le linee guida del Ministero. “Se si fossero seguite le direttive del decreto ministeriale numero 300 del 2017, il risultato dell’analisi sarebbe stato sostanzialmente diverso e i benefici della Tav avrebbero potuto superarne i costi”, affermo l’esperto.

Per bocciare l’opera ferroviaria la Commissione mise in luce anche un perdita di accise da parte dello Stato per 6 miliardi di euro in caso di costruzione della Torino-Lione.

“All’interno della Struttura tecnica di missione che è composta da 14 esperti di alta consulenza, l’analisi costi-benefici relativa alla Tav Torino-Lione è stata affidata a 6 esperti: Ponti, Ramella, Beria, Parolin, Drufuca e Coppola. Ho partecipato ai lavori di questo gruppo di lavoro ma non alla redazione del documento finale, pubblicato sul sito del Ministero, poiché ero in disaccordo con la metodologia adottata a maggioranza. Ho manifestato le ragioni del mio disaccordo in diversi scambi email con il gruppo di lavoro, e, in presenza, negli incontri organizzati presso la Struttura tecnica di missione, allargati alla segreteria tecnica del Ministro”.

Immediata la reazione di  Matteo Salvini: “I cantieri Tav li andrò a visitare prestissimo perché è un’infrastruttura fondamentale e non sono più accettabili i no, i ritardi e i rinvii da parte del ministro Toninelli”. “Non solo sulla Tav”, aggiunge il ministro, “mi risulta che ci sono decine e decine di opere pubbliche in tutta Italia, al Nord, al Centro e al Sud, ferme al ministero delle Infrastrutture. Se uno fa il ministro dei Trasporti deve lavorare per far viaggiare gli italiani, non per fermarli e lasciarli a piedi. Quindi, questa è una questione che bisogna superare immediatamente”.