L’ opinione di Roberto Napoletano. Il Piano Italia del presidente Conte e il macigno del Nord

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress – C’è un Nord che nessuno vuole vedere ma esiste e “fabbrica” disastri assistenziali spendendo e spandendo con i soldi pubblici di tutti e, cosa ancora più grave, spesso sottraendo indebitamente risorse al Mezzogiorno per investimenti produttivi e spesa sociale.

La relazione 2018 della Corte dei conti sugli “Organismi partecipati degli enti territoriali” è inequivoca: i quattro quinti delle perdite delle municipalizzate italiane, in termini quantitativi, sono prodotti dalle società controllate e partecipate di Regioni e Comuni del Nord; il 74% dei debiti è concentrato nella galassia di grandi e piccoli carrozzoni del Nord che alimentano la cassa pubblica del potere politico-imprenditoriale locale, un quarto del totale dei debiti appartiene alla Lombardia; tutte le partecipate del Nord contraggono (molti) più debiti e fanno (molte) più assunzioni delle consorelle del Sud, a loro volta in Calabria e Sardegna ancora meno produttive anche se su volumi di affari infinitamente più modesti.

Stendiamo un velo pietoso, in questa sede, sul proliferare sempre al Nord di nuove micropartecipate, filiate dalle società controllate, dove la politica locale continua a sistemare trombati e amici degli amici arrivando spesso a nominare consiglieri di amministrazione in numero superiore a quello dei dipendenti della società. Sempre per rimanere in Lombardia: le società controllate in perdita erano 114 nel 2014, sono diventate 126 nel 2016.

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