Ahmadreza Djalali è a rischio imminente di esecuzione.l’appello della Fidu

220

Agenpress. È detenuto in Iran dall’aprile 2016, lo scienziato con doppia cittadinanza iraniana-svedese che ha dedicato la vita alla prevenzione dalle catastrofi. Questa sua passione per la ricerca e l’assistenza umanitaria l’ha portato a Novara, dove ha lavorato per 4 anni presso l’Università del Piemonte Orientale, prima del suo arresto a Teheran, dove si era recato per un seminario.

Da lì, le accuse di spionaggio, l’isolamento, la condanna a morte, dopo un processo a porte chiuse che non ha rispettato i minimi standard internazionali di giustizia. Non sono bastati i tanti appelli, tra cui quello di 75 premi Nobel, per riportarlo a casa dalla moglie e dai due figli.

Oltre alla forte preoccupazione per il suo stato di salute, in queste ore si è aggiunta quella per un sospetto trasferimento in isolamento, in una località sconosciuta. La FIDU torna a chiedere all’UE di esercitare immediatamente opportune pressioni sul regime iraniano affinché questo omicidio annunciato non avvenga.

FIDU – Federazione Italiana Diritti Umani