Kashmir. Oltre 500 arresti. Pakistan sospende il collegamento ferroviario con l’India

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Agenpress – Resta delicatissima la situazione in Kashmir, dopo la cancellazione dell’autonomia dell’unico Stato indiano a maggioranza islamica. Le agenzie di sicurezza hanno arrestato oltre 500 persone per prevenire ulteriori violenze: lo riporta l’emittente radiofonica statale All India Radio. Ieri un giovane manifestante è morto durante gli scontri con la polizia a Srinagar, capitale del Jammu e Kashmir, mentre almeno altri sei sono stati ricoverati in ospedale, alcuni con ferite d’arma da fuoco.

Il Kashmir è un “affare interno” e quelle del Pakistan sono “mosse unilaterali”: il governo indiano replica così a Islamabad dopo la decisione di espellere l’Alto commissario indiano, il diplomatico di rango più alto in Pakistan, a seguito della scelta del governo del gigante asiatico di cancellare l’autonomia del Jammu e Kashmir.

“I recenti sviluppi in merito all’articolo 370 (della Costituzione indiana) sono assolutamente una questione interna dell’India”, afferma un comunicato del ministero degli Esteri, che chiede a Islamabad di “rivedere” le ultime decisioni in modo da “tutelare i normali canali per i contatti diplomatici”. La nota pubblicata sul sito web del ministero difende le “recenti decisioni del governo e del Parlamento indiani” in nome dello “sviluppo”.

Islamabad ha annunciato  la sospensione di un servizio ferroviario chiave con la vicina India in risposta alla revoca dello statuto speciale al Kashmir. Il ministro dei Trasporti pachistano, Sheikh Rashid Ahmad, ha reso noto che il servizio Express – o ‘Friendship Express’ (Espresso dell’Amicizia) – viene sospeso con effetto immediato. L’annuncio è giunto mentre i passeggeri aspettavano il treno alla stazione di Lahore per recarsi in India. Ieri, il Pakistan aveva già annunciato la sospensione delle relazioni commerciali con Nuova Delhi, il ritiro del proprio ambasciatore in India e l’espulsione di quello indiano a Islamabad.