Papa: “Preoccupato da sovranismo e populismo”

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Agenpress.  “È un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. ‘Prima noi. Noi… noi…’: sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura.

Un paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa, ma vanno protetti e promossi anche i rapporti con gli altri paesi, con la Comunità europea.

Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”. Il populismo, poi, è un modo di imporre un atteggiamento che conduce ai sovranismi e non va invece confuso con il “popolarismo” che è cultura del popolo e la possibilità che questo si esprima.

Ricevere, accompagnare, promuovere e integrare sono invece i criteri da seguire quando si parla di immigrazione e di accoglienza. Prima di tutto, ribadisce il Papa, c’è il diritto alla vita, “il più importante di tutti”.

Bisogna poi sempre ricordare le condizioni di guerra e di fame da cui provengono le persone che fuggono. Allo stesso modo “i governi devono pensare e agire con prudenza”, perché “chi amministra è chiamato a ragionare su quanti migranti si possono accogliere”.

Ci possono essere anche soluzioni creative, pensando, per esempio, a quanti Stati hanno carenze di manodopera nel settore agricolo: “Mi hanno raccontato che in un Paese europeo ci sono cittadine semivuote a causa del calo demografico: si potrebbero trasferire lì alcune comunità di migranti, che tra l’altro sarebbero in grado di ravvivare l’economia della zona”.