L’opinione di Roberto Napoletano. Fate piano. La situazione è gravissima, serve una fase di decantazione per il bene del Paese

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Logorati clima politico e tessuto civile, reputazione sui mercati in termini relativi con Spagna e Portogallo peggiore di quella della grande Crisi Sovrana del 2011, schizzi dello spread di tipo quasi venezuelano


Agenpress. La crisi italiana è molto seria e va trattata con cura. Si è incattivito come non mai il clima politico. Si è logorato il tessuto civile. Sono saltati i rapporti umani. La situazione reputazionale, in termini relativi, è nettamente peggiore di quella della Grande Crisi Sovrana del novembre del 2011 con uno spread Btp/Bund che è il triplo di Spagna e Portogallo (all’epoca i nostri livelli erano migliori di entrambi i Paesi) e in un solo giorno il nostro spread è passato da 209 a 241 punti con uno schizzo in alto di oltre 30 punti. Sono andamenti di mercato da economie del “Terzo Mondo” come Venezuela, Argentina, Turchia. Camminiamo, ballando e ridendo, tra una spiaggia e l’altra, verso una situazione greca. La situazione è grave. Serve assolutamente una fase di decantazione. Per favore, fate piano.

L’economia reale è al palo. Il Paese lacerato dall’egoismo dei ricchi e dalla debolezza costitutiva dei poveri, i debiti in sofferenza di “Gallo” e “Paglietta” (i Governatori di Lombardia e Veneto) documentati dalla operazione verità del nostro giornale e certificati dalla contabilità nazionale sono ignorati con l’arroganza priva di cultura di chi usa il bilancio pubblico come una cassa personale. La  cifra dominante è la crescita zero e non è detto che non possa finire peggio. I guasti della diarchia populista-sovranista sono sotto gli occhi di tutti.

Il vaniloquio da campagna elettorale permanente ha arrecato danni di ogni tipo.  Ora assistiamo inermi a un ulteriore salto di qualità. “Chiedo agli italiani di darmi pieni poteri (…) per fare quello che abbiamo promesso di fare (…) senza palle al piede”, prima persona singolare, sentenzia Matteo Salvini, il leader che fa politica dalla spiaggia (copyright New York Times) e ha molta fretta. Siamo sulla scia di “sforare il 3% non solo si può, ma si deve” e via con tutta la casistica che vi risparmiamo di violazioni del “principio di realtà”, chicca giornaliera del nostro Galimberti, dove tutto viene travolto. Mercati, istituzioni europee, Costituzione italiana, popolo italiano. N

ulla può fermare, il nostro Capitano, perché lui non si confronta con la realtà, scappa dai problemi e dispensa balle. Sveglia, per piacere, la situazione è gravissima. La cosa peggiore che potremmo fare è metterci a correre. Non acceleriamo i tempi della crisi perché non facciamo il bene del Paese. Prendiamoci tutto il calendario che serve per fare ciò che serve. Pensiamo bene a quello che dobbiamo fare e facciamolo con criterio, ponderando rischi e scelte. In una parola, dico alla Politica con la P maiuscola, fate piano.

Abbiamo di fronte un autunno terribile dove si addensano nuvole nere. Lo spettro della Brexit incombe, Trump dopo avere regolato i conti con i cinesi si prepara a sferrare l’attacco finale all’Europa, la Germania nostro primo mercato di esportazione già batte in testa e ancora di più lo farà in quegli stessi giorni. Tutto si accatasta davanti alla piccola Italia –  che qualche signorotto del Nord vorrebbe addirittura frazionare ancora –  come uno specialissimo falò e basta nulla perché tutto si incendi. Siamo di fronte a una batteria di fuoco che potrebbe stremare e buttare a terra un bisonte e noi siamo un agnellino, siamo l’unico Paese d’Europa che non ha recuperato i livelli pre-crisi.

Diciamo le cose come stanno. Se prima eravamo deboli, ora siamo debolissimi. Se la campagna elettorale senza elezioni ci ha ridotto in questo stato comatoso, e ci sono voluti l’intelligenza istituzionale di Conte e di Tria e la guida strategica di Mattarella per mettere uno scudo tra noi e il dissolvimento, vi rendete conto di che cosa potrebbe accadere se il voto ci fosse per davvero? Tra un comizio e l’altro, in spiaggia o nelle piazze, “salterebbe” una tassa al giorno,  con la bocca si può promettere sempre tutto e incolpare sempre di tutto l’Europa cosicché gli investitori si mettono a correre come lepri, tutto si arrotola, tutto precipita, ma tutto viene coperto dal delirio ideologico e politico e dalla grande liquidità monetaria che dovrebbe servire per metterci in sicurezza e invece viene usata per coprire giochetti elettorali e mandare il Paese a ramengo.

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https://www.quotidianodelsud.it/laltravocedellitalia/editoriali/2019/08/10/leditoriale-direttore-roberto-napoletano-fate-piano