L’opinione di Roberto Napoletano. Italia, operazione verità/La Crisi di Ferragosto Ecco perché serve una fase di decantazione

302
Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Mettere in sicurezza i conti, rapporto con l’Europa, riequilibrio della spesa pubblica tra Nord e Sud


Agenpress. Camminiamo, ballando e ridendo, tra una spiaggia e l’altra, verso una situazione greca. Ci rifiutiamo di credere che non prevalga un sentimento di consapevolezza della gravità della situazione italiana e della necessità (inderogabile) di mettere in sicurezza la finanza pubblica e il dialogo con l’Europa. Siamo l’unico paese europeo a non avere raggiunto i livelli pre-crisi e viaggiamo sul filo del rasoio di crescita zero e reputazione sui mercati ai minimi storici con livelli di spread tripli di Spagna e Portogallo, mai successo neppure nei giorni della Grande Crisi Sovrana del 2011.

Registriamo andamenti di mercato con schizzi dello spread quasi di tipo venezuelano o argentino, ci aspettano al varco l’attacco di Trump all’Europa che vuol dire le economie di Germania e Italia nel mirino e dovremo fare i conti con gli effetti nefasti della Brexit.

La piccola navicella italiana è chiamata a attraversare questi marosi, ma non ne può uscire indenne se alla sua crisi competitiva, ormai strutturale, in un quadro geopolitico delicatissimo, aggiunge il carico da novanta di una campagna elettorale che non è più quella permanente tra separati in casa di un matrimonio di governo contro natura ma una competizione vera che ha in gioco il governo del Paese. Si è incattivito il clima politico e logorato il tessuto civile, prima che saltino anche tutti i rapporti umani, si impone una fase di decantazione.

Il bagno di folla tra Basilicata e Calabria, da Policoro a Isola Capo Rizzuto fino a  Soverato, tra strette di mano, selfie e contestazioni anche molto dure, del capo leghista e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, mette a nudo una spregiudicatezza di comportamenti che inquieta e riproduce il copione avvilente di un Mezzogiorno terra di conquista (non tutto) popolato da servi volontari del padrone sovranista di turno. No, questo è troppo.

Questo giornale ha documentato che, con il trucco della spesa storica, i proconsoli salviniani alla guida delle Regioni Lombardia e Veneto si accaparrano ogni anno decine e decine di miliardi di spesa sociale e investimenti produttivi dovuti al Sud per alimentare piccoli e grandi carrozzoni clientelari del Nord. Prima di invocare selfie, prostrarsi e scene simili si chieda conto al dante causa di Fontana e Zaia, in arte “Gallo” e  “Paglietta”, quelli che se si parla di spesa storica “nemmeno ci sediamo al tavolo” e “se vinciamo le elezioni la partita dell’autonomia è chiusa il giorno dopo”.

Se il dante causa sarà come sempre empaticamente sfuggente, si abbia almeno la  forza di chiedergli a muso duro: a che gioco stiamo giocando? La vergogna civile, prima ancora che economica, di 18 euro a bambino in Calabria e 3mila a bambino in Brianza per gli asili nido, tutta spesa pubblica, grida vendetta di fronte a Dio e agli uomini.

La stessa cosa vale per le mense scolastiche, gli ospedali, la ricerca, i treni, l’alta velocità. Altro che autonomia differenziata, il Paese ha bisogno di abolire le Regioni, di tornare al servizio sanitario nazionale, e di riuscire a fare finalmente infrastrutture di sviluppo a partire dal Mezzogiorno senza che la politica e le burocrazie regionali del Nord continuino a svolgere il duplice miserabile ruolo di interdizione  e di estrazione di risorse pubbliche che sono insieme all’origine del più grande scippo di Stato del Nord a spese del Sud che la storia repubblicana recente ricordi.

Per leggere la versione integrale dell’editoriale del direttore Roberto Napoletano clicca qui:

https://www.quotidianodelsud.it/laltravocedellitalia/editoriali/2019/08/11/leditoriale-direttore-roberto-napoletano-italia?fbclid=IwAR3JSzFk5EtwqDCGKn58IpLNkeKmsa5MURgpWy5jLiS1CoyWVlu-6OQoJAM