Salvini chiede aiuto agli alleati, il Sud incomincia ad alzare la voce

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Agenpress. Sebbene il Governo non sia definitivamente dichiarato sciolto dal Presidente della Repubblica, l’ormai ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha già avviato la sua campagna elettorale in vista delle prossime elezioni.

Questo Ferragosto, dunque, si preannuncia molto caldo sull’asse delle deroghe di alleanze che gli altri partiti, a questo punto, si accingono a concordare per contrastare il prepotente dominio leghista. Nonostante la presunzione di essere leader incontrastato, Salvini pressando per elezioni subito, chiede che il Parlamento si esprima prima di Ferragosto per non dare spazio alle altre forze politiche di organizzarsi per il confronto elettorale; praticamente un chiaro esempio di democrazia dittatoriale.

Salvini, poi in seconda battuta, annuncia la manovra della Lega che introduce il taglio delle tasse ridotte al 15% per milioni di lavoratori italiani, pace fiscale con Equitalia per milioni di Italiani, nessun aumento dell’Iva ma riduzione delle tasse sulla casa, che rispetto al contratto firmato con gli ex pentastellati e il disappunto del ministro dell’economia Tria, non trova una formula ben precisa come poter attuare la manovra economica.

Ma la perplessità arriva quando il segretario nazionale del Carroccio fa appello ai suoi ipotetici alleati di centrodestra: Forza Italia, ad esempio, si è sempre espressa in maniera liberale è non ha mai condiviso il pensiero del sovranismo, infatti un’alleanza piena in questa logica gli costerebbe la faccia da europeista tracciando un insolito appoggio visti le incongruenze di carattere politico tra la Lega e il Parlamento Europeo. Ma non è tutto: ci sarebbero alcuni punti chiave da regolamentare con l’altra compagine di Fratelli d’Italia. Nonostante la leader Giorgia Meloni scalpiti per governare insieme alla Lega, anche lei si troverebbe a spiegare al suo elettorato il cambiamento di identità, cioè passare da una vocazione più unitaria e centralista ad una federalista, autonomista e regionalista, con la probabile ipotesi che FdI, col tempo, possa letteralmente scomparire dallo scenario politico.

Intanto i primi risvolti di questa vicenda assurda che vede un governo auto sfiduciarsi, arrivano proprio dalle piazze che contano; Policoro, Soverato e Catania, hanno già dato i primi impulsi di disapprovazione nei confronti di Salvini. Segno che una buona parte d’Italia si stia svegliando dal lungo letargo. Che al Sud la favola dell’orso non è più convincente? Mah! Questo lo possiamo scoprire vivendo le prossime politiche, nel frattempo a noi resta monitorare l’incredibile nuova avventura legislativa che si prospetta all’orizzonte.

Resta il fatto che nell’entourage generazionale politico, vive l’immobilismo nel mettere la faccia e gridare a squarcia gola: “Noi ci Siamo”, tanto per non soccombere allo strapotere delle giubbe verdi.

Giuseppe Gallinella