L’editoriale di Monica Macchioni. Renzi statista e riserva della Repubblica per scongiurare il baratro

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Agenpress. Dalla consolle del Dj alla sala stampa del Senato la sfida dei due Matteo prosegue, evolve e si istituzionalizzato. Quell’insostenibile leggerezza dell’essere andata in scena a Milano Marittima non è stata perdonata dall’ex premier Renzi che decide di tentare il tutto per tutto per fermare la corsa populista a Salvini premier.

Nella politica serve esperienza e a salvare i 5 Stelle, che si fregiano della loro ingenuità, dall’essere ricordati come la maggioranza più ampia ma meno rilevante del Parlamento potrebbe essere proprio Matteo Renzi che fa la sua offerta da allinner. Un passaggio rischioso quello di oggi al Senato ma qui  «la virtù No, non sta nel mezzo». Perché hanno tutti ragione.

La verità è quella dei numeri – fa notare il senatore Renzi nella sua conferenza stampa – Salvini nei sondaggi vola ma in Parlamento ha il 17%. Una percentuale che, solo contro tutti, lo confinerebbe per molto tempo ai banchi dell’Opposizione. E questo è l’obiettivo dell’ex premier, ex segretario ma non ex aequo in Parlamento con il leghista. Renzi dimostra senso di responsabilità e senso dello Stato. E’ una chiamata alle armi speciale, per certi versi inedita, un appello da statista vero. Ma la crisi della politica di mezza estate non può essere la crisi del Paese negli anni a venire con l’Iva al 25%. Il consenso in politica può salire e scendere ma se sale l’imposta sul valore aggiunto è tutto il Paese che va giù nel buio della recessione. Non c’è colore politico.

Nessun equivoco, nessuna voglia di scissione, nessun protagonismo se non quello dettato da un senso di responsabilità nei confronti del Paese – rafforza il concetto la senatrice Pd Teresa Bellanova. Le forze politiche responsabili, e lo dovrebbero essere tutte, devono bloccare l’aumento dell’Iva. Bisogna avere il coraggio di dare vita a un governo!  – esorta Matteo Renzi – La riforma del fisco 2.0 non ha ancora dato tutte le risposte che poteva dare, ci sono ancora almeno altri 5-6 miliardi da aggiungere ai conti del prossimo anno.

Non sarà una finanziaria lacrime e sangue se ci sarà un governo capace di affrontare l’emergenza. Questa è la sola rassicurazione. Per Renzi sul tabellone del Senato la nuova maggioranza già c’è.. Si auspicano le dimissioni di Salvini e si lavora per un governo di salvezza del Paese, altrimenti c’è il voto e con esso il vuoto e un salto lì dentro nel buio di una recessione che penalizzerebbe le famiglie. L’Iva al 25 per cento sarebbe una tagliola non sostenibile.

La Responsabilità a cui invita Matteo Renzi è l’unica chiave di lettura alla crisi politica/istituzionale che non possiamo permetterci diventi crisi del Paese. Ed ecco nella sala gialla del Senato un Renzi maturo rinnovato, ben oltre il leader del partito, ben più saggio di quel presidente del consiglio che si suicido’ sul referendum ma che ebbe comunque l’onesta’ intellettuale di dimettersi e di fare un passo di lato, lontano dal chiacchiericcio e distante dalle sirene delle correntismo interno al Pd, un Renzi sinceramente democratico che risponde a tutte le domande dei giornalisti, che generosamente si ferma per fare i collegamenti con i mezzi di informazione, un Renzi all’altezza della sfida europea, un leader vero, finalmente, senza sbavature, con la sagacia e la simpatia di chi non ricommetterà gli stessi errori, di chi sa che la politica è’ l’arte del possibile e dell’includere. Un Renzi cresciuto, che ha riflettuto e imparato dai propri errori e dai propri settarismi. Un Renzi europeo depurato da qualsiasi vezzo di chiusura Fiorentina. Il Renzi che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, ci ha messo la faccia e potrà essere di nuovo protagonista politico e riserva della Repubblica.