Ponte Morandi, Architetti: con crollo fine fiducia nel progresso tecnologico

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Agenpress. “Il crollo del Ponte Morandi non è stata solo una grande tragedia per Genova e per l’Italia ma ha anche rappresentato uno spartiacque tra l’epoca della fiducia smisurata nel progresso tecnologico e l’epoca della consapevolezza che i problemi delle città, dei trasporti, della pianificazione, dell’architettura vanno affrontati e risolti ponendo sempre l’uomo al centro del processo. Dobbiamo essere consapevoli che è fondamentale occuparci di tutte le costruzioni che abbiamo ricevuto in eredità, antiche, vecchie, recenti ripensando le città esistenti e tutti gli elementi che le costituiscono”.

Così Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori alla vigilia del primo anniversario del crollo del Ponte Morandi.

“Il nostro commosso pensiero – continua –  va innanzitutto alle 43 vittime, alle loro famiglie e ai tanti feriti che ancora oggi patiscono le conseguenze di quel crollo e va anche alle tante persone che hanno dovuto abbandonare le loro case. Siamo rammaricati che nonostante gli altisonanti impegni di un anno fa sull’avvio – in tutto il Paese – di efficaci iniziative di controllo e manutenzione delle infrastrutture pressochè nulla, purtoppo, sia stato fatto da parte del Governo e delle Regioni”.

“La complessa ricostruzione del Ponte – per Cappochin – e l’altrettanto impegnativa opera di riqualificazione della Valle del Polcevera saranno, invece, l’occasione per riconnettere quel quartiere con la città e la rete viaria autostradale. Saranno anche la dimostrazione di come si potrà avviare l’indifferibile nuova stagione della rigenerazione urbana per accrescere la resilienza urbana e territoriale, tutelare l’ambiente ed il paesaggio, favorire la coesione sociale e migliorare la qualità abitativa e dei trasporti”.

“Siamo orgogliosi –  dice ancora – che il nostro lavoro di stimolo verso l’Amministrazione affinchè si utilizzasse un Concorso di progettazione in due gradi per la rigenerazione della Val Polcevera abbia avuto successo: il Concorso è infatti l’unico strumento in grado di garantire qualità delle opere pubbliche, trasparenza e tempi certi”.

“E’ infatti al giro di boa – spiega Diego Zoppi, Coordinatore del Dipartimento Politiche urbane e Territoriali del Consiglio Nazionale – il Concorso “Parco del Ponte”, per il Masterplan di Rigenerazione del “Quadrante Val Polcevera” e del Nuovo Parco Urbano che il Comune Genova ha bandito lo scorso maggio in collaborazione con lo stesso Consiglio Nazionale e con l’Ordine degli Architetti di Genova”.

“Il 15 settembre prossimo – dice ancora –  la Giuria sceglierà il progetto vincitore che dovrà elaborare gli stadi successivi di progettazione per permettere all’Amministrazione di appaltare i lavori del Parco entro il 20 aprile 2020, data prevista per l’inaugurazione del nuovo Ponte, in modo che le aree a questo sottostante inizieranno ad essere sistemate, rendendo appetibile l’insediamento anche alle start up nel quartiere”.

“Il Progetto vincitore – conclude Zoppi – verrà anche verificato e approvato in tempi brevi attraverso un percorso di condivisione con i rappresentanti degli abitanti del quartiere, dell’industria della città, delle Istituzioni culturali e sociali per innescare un processo di rigenerazione urbana condiviso in maniera allargata, rispetto alla tradizionale sistema di approvazione dei progetti”.

E sarà proprio l’architetto Zoppi il prossimo 25 ottobre – nell’ambito della Conferenza internazionale sui Concorsi di Progettazione organizzata dagli Organismi internazionali degli Architetti, UIA e CAE –  ad illustrare a Parigi, al quartier generale dell’Unesco, il Concorso “Il Parco del Ponte” quale best practise considerati  i tempi rapidi per la sua attuazione, la partecipazione aperta e la garanzia di un adeguato rimborso a tutti gli ammessi al secondo grado e al vincitore delle altre fasi della progettazione.