Marco Di Paola (FISE): Sport equestre, coniuga passione e disciplina per diventare veri uomini di cavalli

1450

Agenpress. Al comando della Fise, la Federazione italiana Sport Equestri, Marco Di Paola Avvocato, imprenditore nel campo dell’edilizia, nonché tra i promotori di una start up che si occupa della costruzione di aerei leggeri. E con una  passione da una vita, i cavalli.

«Ho iniziato a montare da bambino e non ho più smesso. Lo sport equestre è una passione bellissima e totalizzante, che ho trasmesso anche ai miei figli. Il rapporto con il cavallo è una cosa unica e particolare» racconta al quotidiano online Spraynews.it: «Il bilancio del mio mandati in Fise è molto positivo e i risultati si vedono sia sotto il profilo sportivo, sia sotto il profilo gestionale.

Le federazioni sono certamente delle istituzioni che promuovono e gestiscono lo sport agonistico ma oramai sono anche delle organizzazioni che aiutano i propri enti affiliati a risolvere i problemi burocratici quotidiani per consentirgli una maggiore promozione dello sport.

Due nostri ragazzi sono nella top ten internazionale e adesso andremo a cercare di guadagnare la qualifica olimpica per Tokyo. Nella disciplina del dressage abbiamo più difficoltà a presentare una squadra competitiva, ma stiamo investendo molto nel settore e contiamo di essere competitivi per Parigi 2024. Poi abbiamo altre 5 discipline internazionali dove siamo sempre sugli scudi. Il nostro settore giovanile ci sta regalando grandi soddisfazioni e grandi aspettative. Il settore giovanile è quello in cui volgiamo investire per far crescere i campioni del futuro.

La verità è che oggi lo sport sta cambiando molto, sta diventando sempre più selettivo, sempre più professionistico. Non è più pensabile di affrontare qualsiasi sport a livello di aspirazione olimpica o comunque internazionale senza un allenamento quotidiano totalizzante. Ma la federazione non si limita soltanto a perseguire lo sport ma anche a promuovere la cultura dello sport. Tra gli importanti traguardi che abbiamo raggiunto per il nostro movimento c’è da segnalare anche l’istituzione, proprio da quest’anno, del primo corso di laurea triennale in Scienze motorie, con indirizzo sporti equestri insieme all’università del Foro italico che si svolge presso il nostro centro federale dei Pratoni del Vivaro.

Poi abbiamo istituito un corso per istruttori di lunga durata, dieci mesi, perché negli sport equestri non è sufficiente soltanto essere dei tecnici ma bisogna essere degli uomini di cavalli. “Uomo di cavalli” – afferma Di Paola al quotidiano online Spraynews.it è una persona che è in grado di valutare ogni cavallo e comprenderne il suo carattere. Il cavallo è a tutti gli effetti un secondo atleta, un atleta che bisogna sapere conoscere interpretare, gestire, quindi la cultura di un istruttore di sport equestri non si limita alla pedagogia, alla tecnica verso l’atleta che manda il cavallo, ma anche a conoscere la psicologia le capacità di apprendimento di questo splendido compagno di sport e, per tanti nostri amici, pensiamo ai pony anche compagno di giochi, di tempo libero e soprattutto compagno di terapia. Questo perché tra uomo e cavallo si crea una comunicazione e un legame reciproco molto forti».