Cicchitto (ReL): La crisi di Governo è la crisi di Salvini fatta di pochi slogan, troppe assenze e nessun alleato

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Agenpress. “Una volta verificato che l’impegno di 6 o 7 Stati europei di accogliere quote di migranti non si capisce perché essi non possono essere sbarcati a Lampedusa e di li fatti proseguire per questi Stati. Infatti l’Italia ha sempre sostenuto la tesi della ripartizione per quote. Il fatto è che i due slogan “porti chiusi” e “no agli invasori” sono le due parole d’ordine sulle quali da quando è ministro Salvini egli ha impostato non solo la sua campagna elettorale ma tutta la sua azione politica. Non si ha memoria di alcun altro detto significativo oltre a quello, pronunciato in compagnia di Savoini in Russia: “qui mi trovo molto meglio che in altri Stati europei”.

A questo proposito bisogna aggiungere che Salvini, non volendo rispondere in Parlamento sull’hotel Metropol, sta cercando di scioglierlo.

Di qui l’altro suo motto, risultato suicida, rivolto ai senatori: “alzate il culo e andate a votare in Senato”. Essi lo hanno fatto e lo hanno messo in minoranza. Se avesse avuto qualche nozione della logica dei lavori parlamentari, avrebbe dovuto evitare quell’infortunio ad ogni costo. Peccato che in quell’occasione Forza Italia l’ha seguito in maniera beota: un conto è essere alleati un altro conto è essere servi sciocchi. Per di più il gruppo al Senato di Forza Italia ha fatto questo atto di servilismo dopo che Salvini aveva fatto a Berlusconi lo sgarbo di non recarsi ad un appuntamento già fissato. Tanto meno il Capitano aveva e ha concordato alcuna alleanza con Forza Italia”.

Così in una nota Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Liberta’, ex presidente della commissione affari esteri della Camera.