L’ opinione di Roberto Napoletano. All’Italia non serve un governo qualunque

226
Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress. Lo spettacolo offerto ieri dal nostro Parlamento, in questa folle crisi di Ferragosto, è stato semplicemente orrendo e dice molto più della marginalità italiana di quanto già comprovano tabelle e numeri comparativi certi. Fanalino di coda nella crescita europea, unico Paese a non avere recuperato i livelli pre-crisi, reputazione sui mercati ai minimi storici schiacciati e umiliati perfino da portoghesi e spagnoli.

A Palazzo Madama ci sono i tuoi che applaudono i tuoi, ovviamente sul nulla. Dai banchi del Pd si alza un rumore fastidioso che è l’unico modo possibile per rianimare una destra salviniana alle prese con il primo errore grave di tattica politica del suo leader campione mondiale di paure e sentimenti di pancia delle persone. Il rumore riesce a oscurare le fragilità di Salvini, il guscio vuoto delle idee e la pericolosità delle parole mai così nitidi. Piccoli grandi capolavori.Politica-politichese, Papeete Beach, slogan, il solito alibi europeo.

Ignorato praticamente il contesto globale, con il suo carico minaccioso di nubi sulle economie avanzate, scontato giochetto sempre in politichese del tipo perché Conte non ha detto prima di Salvini quello che dice oggi. Schermaglie da copione teatrale di rango minore. È incredibilmente toccato all’attore di maggiore qualità della politica italiana, Matteo Renzi, che ha attinto da sempre a piene mani anche lui al linguaggio populista magari in forme più eleganti, ricordare la recessione tedesca che bussa alle porte dell’Italia.

Un discorso da aspirante statista, nei contenuti e nelle modalità espressive, è quello tenuto dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Durezza estrema nei confronti di Salvini al quale non è stato risparmiato nulla dentro una cornice larga che delimita perfidamente la sua distanza dalla cultura della regola che diventa sostanza. Autoritarismo, appello sistemico alla piazza, calcoli elettorali personali e irresponsabilità istituzionale, uso improprio delle simbologie religiose, pericolosa ambiguità europea. Qualcosa che produce danni (gravi), fa male e, soprattutto – questo il vero messaggio consegnato da Conte ai parlamentari e a chi è a casa – tutto ciò è lontanissimo dalla cifra istituzionale e saldamente ancorata alla collocazione europea e transatlantica dell’Italia che invece appartiene a lui.

Per leggere la versione integrale dell’editoriale del direttore Roberto Napoletano clicca qui:

https://www.quotidianodelsud.it/laltravocedellitalia/editoriali/2019/08/21/leditoriale-direttore-roberto-napoletano-allitalia-non