La ‘cazzimma’ di Conte contro il ‘guappo di cartone’ di Salvini

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Agenpress. Doveva essere quello che gli americani chiamano ‘The final’, visto che il segretario della Lega Matteo Salvini nei giorni scorsi aveva annunciato la sfiducia al suo governo prima e dopo ritornare sui suoi passi.

Il 20 agosto, dunque, ha dato tutt’altro risultato sopra ogni aspettativa: mentre il segretario di via Bellerio tentava di ricucire una stoffa già strappata, il Premier Giuseppe Conte rassegnava le proprie dimissioni nelle mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Superlativa la ‘cazzimma’ dimostrata dal premier Conte al quale va il meritato riconoscimento nel rispondere anche a quei parlamentari europei che l’avevano criticato di essere un ‘fantoccio nelle mani di Salvini’: “Nessun problema, se ti manca il coraggio sul piano politico di assumerti la responsabilità della crisi non c’è problema, me l’assumo io. Questa è la conclusione, unica, obbligata, trasparente. Vi ringrazio tanto, io vado dal presidente della Repubblica”.

È quanto detto dal premier Giuseppe Conte concludendo la sua replica al Senato il quale si rivolge soprattutto al leader della Lega Matteo Salvini, a cui ribadisce la responsabilità dei suoi comportamenti e che la responsabilità della crisi porta esclusivamente la sua firma. Ma lo “schiaffo morale” arriva quando il premier Conte, suggella il suo discorso smascherando i vani tentativi tattici di Salvini e giravolte verbali che hanno portato il governo alla crisi, sostanzialmente, senza un comprensibile motivo serio.

Il colpo di grazia del premier Conte arriva quando parla di coraggio: “Se c’è mancanza di coraggio, non vi preoccupate, me ne assumo io la responsabilità”. Infatti il premier Giuseppe Conte nella replica al dibattito in Aula al Senato soffermandosi sul ritiro della mozione di sfiducia da parte della Lega, mette in evidenza la reale forza istituzionale di un premier dimostrando che il ‘Capitano’ del Carroccio non è altro che un ‘guappo di cartone’.

Un ‘guappo’ che ha la responsabilità di dire agli italiani perché ha fatto cadere il governo. Il suo governo. Una responsabilità che deve chiarire soprattutto con il suo elettorato, poi agli italiani, la decisione di aprire la crisi. Forse perché il vicepremier Salvini vuole seguire interessi personali e di partito?

Ma poi c’è la questione dell’esperienza di governo giudicata limitativa da chi ha rivendicato pieni poteri. Francamente un gesto di imprudenza istituzionale irriguardoso per il Parlamento, per l’Italia, in un momento di incertezza politica e finanziaria.

Allora la politica, gli elettori, tutti, dovrebbero chiedersi se l’atteggiamento del segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini, sia davvero in linea con i compiti istituzionali. Ad oggi ha dimostrato soltanto gravi carenze di cultura costituzionale.

Giuseppe Gallinella