Ocse. In Italia aumentano i laureati, ma pochi ingegneri, troppi titoli umanistici

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Agenpress –  Il tasso di disoccupazione nella zona Ocse è rimasto stabile al 5,2% a luglio 2019 rispetto a giugno. In Italia, si legge in una nota diffusa dall’organismo internazionale con sede a Parigi, la disoccupazione è cresciuta al 9,9% contro il 9,8% del mese precedente. Dato invariato per la zona euro, al 7,5% a luglio.

Fuori dall’Europa, la disoccupazione è cresciuta di 0,2 punti in Canada (al 5,7%). E’ invece diminuita di 0,4 punti percentuali in Israele (3,7%). E’ rimasta stabile in Australia (5,2%), Corea (4%) e Usa (3,7%) ed è leggermente diminuita in Giappone (2,2%, il livello piu basso dal 1992).

Aumentano in Italia  i giovani laureati. Resta il problema che la loro quota è comunque inferiore a quella della maggior parte degli altri Paesi avanzati e i loro guadagni e tassi di occupazione sono più bassi della media del mondo industrializzato.

In Italia, solo il 19% dei 25-64enni ha un’istruzione universitaria, la metà della media Ocse che è del 37%, ma tra le generazioni più giovani c’e’ un aumento. La quota di 25-34enni con un titolo di studio di istruzione terziaria ha infatti raggiunto il 28% nel 2018 (34% per le donne), nonostante il loro tasso di occupazione sia del 67%, rispetto all’81% dei 25-64enni.

La quota di laureati resta però a fondo classifica (solo il Messico tra i Paesi Ocse ne ha di meno), ben al di sotto della media Ocse, che è del 44%, oltre che lontanissima dal 70% della Corea e dalle percentuali attorno al 60% di Canada e Irlanda.

Nelle aule italiane entrano, per il 59%, docenti ultra cinquantenni: è la percentuale più alta dell’area Ocse. Nei prossimi dieci anni, avverte l’organizzazione, almeno metà del «parco» docenti andrà rinnovata, ma si tratta di un obiettivo difficile, visto che l’Italia ha la quota più bassa di insegnanti nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni.

Ci sono lauree che in Italia si concentrano in facoltà che il mercato del lavoro non riesce a valorizzare: Lettere, Scienze politiche, Sociologia, Scienze della Comunicazione, Formazione artistica registrano la seconda quota più alta (29%) di adulti laureati tra i Paesi Ocse. Sono discipline apprezzate soprattutto dai giovani (il 31%) e dagli studenti stranieri (37%). Ma nonostante siano popolari, queste discipline garantiscono un tasso d’impiego relativamente basso (un 77% di media, che scende al 72% per le discipline artistiche).

Ancora troppo pochi, invece, i laureati nelle discipline scientifiche, che pure garantiscono migliori prospettive di lavoro: per chi ha una laurea in discipline STEM: scienze, tecnologia, ingegneria e matematica i tassi d’occupazione sono vicini alla media Ocse. Lavora l’87% dei laureati in tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’85% degli ingegneri. Mentre la quota di laureati in ingegneria è decisamente bassa (15%), pur in leggero aumento tra i più giovani (17%).