L’ opinione di Roberto Napoletano. Manifesto per l’Italia dal Nord al Sud per fare ripartire il Paese.

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Per il Conte bis che inizia il lavoro e dopo la nostra operazione verità: Uno stimolo per politici, sindacalisti, studenti e imprenditori 

Agenpress – La favola di un Mezzogiorno idrovora di spesa pubblica esiste solo nei libri di fantasia, in quelli che raccontano la realtà emerge una verità di segno opposto che tutti conoscono e accuratamente rimuovono. È il Nord che estrae ogni anno dal bilancio pubblico la bellezza di 62,3 miliardi che i principi fondanti della Costituzione e perfino le regole federali dell’ex ministro leghista Calderoli attribuiscono al Sud.

È il ricco che sottrae al povero, con la destrezza di uno scassinatore seriale, usando il grimaldello della Spesa Storica, per cui il ricco è sempre più ricco e il povero sempre più povero.

Si consente di elargire risorse pubbliche dovute alle donne e agli uomini del Sud – alle voci scuola, sanità, trasporti – in modo indebito alle donne e agli uomini del Nord per una quota pari al 6,5% del totale (62,3 miliardi in termini assoluti) della Spesa Pubblica Allargata che vuol dire tutta la spesa con dentro centro, periferie, niente escluso.

Per la precisione, si intende la spesa delle Amministrazioni Centrali, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, delle Comunità montane e degli enti pubblici economici a intero controllo statale non quotati come Inps, Ferrovie, Anas e così via.

A certificare i dati della spesa pubblica allargata e i numeri indicati in questo Manifesto sono i Conti Pubblici Territoriali, voluti da Carlo Azeglio Ciampi, per avere un controllo reale dei flussi di spesa nazionali e sono frutto del lavoro del meglio del sistema di statistica del Paese, capofila l’istat, curato dagli esperti dell’Agenzia di coesione  e da 21 staff regionali di analisti pubblici coordinati dalla unità tecnica centrale. Siamo, cioè, all’ufficialità dell’ufficialità per capirci. Volete sapere bene di che cosa si tratta? Rispondiamo con un paio di casi emblematici.

Esempio numero 1) Spesa pubblica per gli asili nido pro capite: zero euro se nasci a Altamura, nella Murgia pugliese, diciotto euro se vieni al mondo a Reggio Calabria, tremila euro se hai la fortuna di essere concepito in Brianza. Parliamo di soldi del bilancio pubblico non delle famiglie o di società private della Brianza, in pratica siamo alla colpa di errata residenza.

Esempio numero 2) Spesa pubblica per infrastrutture di sviluppo: dal 2009 al 2015, ultimo dato disponibile con valori riclassificati secondo criteri omogenei, al Mezzogiorno d’Italia è stato erogato lo 0,15% del prodotto interno lordo italiano, praticamente nulla, poco meno di un sesto di quanto si spendeva nei decenni precedenti all’avvio del federalismo fiscale e del trucco della Spesa Storica.

Ogni venti minuti c’è un treno di alta velocità che collega Milano a Torino, da Napoli in giù non c’è neppure un solo treno all’anno di alta velocità che colleghi qualunque tipo di tratta per cui non ce  ne è, ad esempio, neppure uno (diciamo provocatoriamente all’anno) che colleghi Napoli a Bari o Napoli a Reggio Calabria. Da Napoli in giù si viaggia ancora con il binario unico e gli scarti dei treni del Nord. Siamo alla colpa di errata cittadinanza economica.

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https://www.quotidianodelsud.it/laltravocedellitalia/editoriali/2019/09/11/leditoriale-direttore-roberto-napoletano-manifesto-italia