Scuola. Bocciata sperimentazione Educazione civica. “Metterebbe in crisi l’anno scolastico”

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Agenpress –  Non sarà insegnata per questo anno scolastico l’educazione civica nelle scuole italiane. Questo è il verdetto definitivo del CSPI dopo aver esaminato il decreto inviato qualche settimana fa dal Miur. La clamorosa notizia giunge dopo le polemiche di gran parte del mondo scolastico e dopo il fermo convincimento delle maggiori sigle sindacali che hanno espresso i loro dissensi su questa proposta.

La bocciatura di questo superiore organo di controllo della scuola è arrivata in tarda mattinata. Quello che viene fuori è uno stop unanime, non solo all’insegnamento a partire da quest’anno ma anche della sua eventuale ipotesi di sperimentazione.

Chiaramente, i primi a plaudire alla notizia sono stati gli stessi sindacati di categoria, i quali come ricordato in precedenza sono stati contrari sin dall’inizio all’entrata in vigore dell’educazione civica a partire da questo anno. Le loro motivazioni: l’insegnamento di questa disciplina avrebbe avuto tante ricadute negative sulla struttura organizzativa degli istituti scolastici dal punto di vista didattico, in quanto il carico di lavoro dei docenti sarebbe cresciuto in maniera esponenziale.

L’ex ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, lo scorso 26 agosto aveva inviato il decreto al Cspi “con procedura d’urgenza” chiedendo una prova in tutte le scuole del primo e secondo ciclo di istruzione. Sempre al Consiglio, ai primi di agosto, erano state inviate le Linee guida per lo studio dell’Educazione civica, linee necessarie alle scuole per poter attuare la norma.

Il Consiglio superiore, motivando il giudizio negativo, ha fatto notare che non ci sono i tempi per mettere a punto in questa stagione la nuova disciplina: “La sua introduzione, ad anno scolastico iniziato, metterebbe in difficoltà le  scuole: sono 33 ore di insegnamento, ma le programmazioni sono già state fatte”.

Non c’è un atteggiamento ostile verso la riforma, si legge, piuttosto verso la velocità della sua attuazione.

“Il Cspi”, spiega il testo, “prende atto positivamente dell’approvazione quasi unanime da parte del Parlamento della norma che introduce l’insegnamento dell’Educazione civica negli ordinamenti delle scuole di ogni ordine e grado. È evidente che si tratta di un provvedimento che risponde a un’esigenza molto sentita nell’opinione pubblica, anche se la legge, nell’intento di seguire queste attese, presenta non poche difficoltà tecniche di applicazione”.