Visco. Il M5S pensa al carcere per l’evasione? Ha fatto condoni per un anno

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L’economista Vincenzo Visco, ex ministro delle finanze

Agenpress –  “Penso che non serva a molto. E’ una delle tante proposte miracolose, risolutive che vengono fatte di tanto in tanto. Naturalmente in un’economia con poca evasione si usa poco contante, però non è che tassando il contante si riduca l’evasione.

Se uno mette una tassa del 2% sul prelievo, queste vengono aggirate comodamente. Dopodichè l’evasione non dipende soltanto dall’uso del contante al consumo, gran parte dell’evasione avviene senza contante, semplicemente manipolando i bilanci delle imprese. Tuttavia evitare l’uso del contante è giusto, uno dei principali delitti del governo Renzi fu quello di alzare la soglia da mille a tremila Euro.”.

L’economista Vincenzo Visco, ex ministro delle finanze, è intervenuto ai microfoni di  Radio Cusano Campus, su Confindustria che propone di incentivare l’uso della moneta elettronica e disincentivare l’uso del contante.

“Il messaggio era chiarissimo: rendere più facile non solo l’evasione fiscale ma anche il riciclaggio. Se si vuole risolvere la questione dell’evasione si può fare, dal punto di vista tecnico non ci sono grandi difficoltà. La fatturazione elettronica è stata fatta male, senza sanzioni, limitata, ma nonostante ciò sta dando risultati rilevanti.

auguro che il nuovo governo, al di là delle battute, voglia risolvere davvero questo problema. Il M5S pensa al carcere per l’evasione? Ma neanche tanto, perché hanno fatto condoni per un anno.

I manettari non si ricordano che noi l’abbiamo avuta una legge del genere, che stabilì che era reato tutto. Quello che accadde è che le scrivanie dei giudici erano sommerse da decine di migliaia di denunce della GDF e i giudici non ne portavano avanti neanche una. Quindi col primo governo Prodi ci furono i magistrati che chiesero di mettere delle soglie di non punibilità penale perché così qualcuno magari riuscivano a mandarlo in galera.

Se si vuole tornare indietro sarà inutile anche questo. Se volessero capire come dimezzare l’evasione fiscale leggano i miei libri, così la smetterebbero di fare proposte che non servono a nulla”.

 

Sul cuneo fiscale. “Le tasse sul lavoro sono molto più alte di quelle sul capitale. Poteva essere giustificato un tempo, quando il lavoro dipendente rappresentava il 60% del pil, adesso che ne rappresenta il 40% la sperequazione di prelievo è altissimo. La soluzione è spostare la tassazione dal lavoro al capitale”.

 

Sull’aumento dell’iva. “Penso che aumentare le imposte indirette per ridurre quelle dirette non è una buona ricetta, anche se molti miei colleghi pensano sia così. Sull’iva però si possono fare molti aggiustamenti. La cosa migliore sarebbe ridurre al massimo il numero di aliquote. Con un’aliquota unica al 16% potremmo avere un recupero di evasione di 10 miliardi”.