Cicchitto (ReL): L. Elettorale, non esiste né il bene né il male assoluto ma assimetrie evidenti

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Agenpress. Per ciò che riguarda la legge elettorale non ci può essere una legge valida in assoluto indipendentemente dal quadro storico-politico di una determinata fase. Il sistema politico italiano è stato sconvolto con l’affermazione di due forze politiche del tutto “straordinarie” quali sono il Movimento 5 stelle e la Lega di Salvini che ha poco a che fare con la Lega Nord di Bossi, Giorgetti, Calderoli, Maroni e Zaia, insomma con la Lega Nord tradizionale.

Già con un sistema politico così sconvolto l’adozione di una legge proporzionale è una misura di razionalità e una salvaguardia rispetto a una autentica roulette russa. Poi l’adozione della proporzionale è una misura in certo senso obbligata di fronte alla probabile diminuzione del numero dei parlamentari. Questa misura – che il sottoscritto non condivide, ma ciò ovviamente non conta – specie al Senato ha già di per sé effetti “maggioritari” assai marcati, aumentando in misura esponenziale il quorum richiesto in molte regioni per l’elezione di un parlamentare con la conseguente tendenza all’eliminazione secca di larga parte delle forze minoritarie.

Questa asimmetria così forte deve essere riequilibrata in vari modi a partire dall’adozione di una legge proporzionale. Vedo che Prodi e Veltroni ripropongono il maggioritario come una sorta di bene assoluto, mentre il proporzionale sarebbe il male assoluto. Non sarebbe sbagliato, a nostro avviso, adottare quell’“analisi differenziata” che nel lontano passato costituì un tratto caratteristico dell’approccio di Togliatti ai fenomeni politici tant’è che l’applicò perfino all’analisi del fascismo; peccato che non adottava quello strumento di analisi all’URSS, ma questo è tutto un altro discorso.

È quanto dichiara l’ex deputato Fabrizio Cicchitto di ReL, Riformismo e Libertà dalle pagine de Il Foglio.