Telefono Rosa: “Elisa Pomarelli è stata uccisa di nuovo”

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Agenpress. Guardando la trasmissione La vita in Diretta di Raiuno, andata in onda giovedì 12 settembre, abbiamo avuto una sgradevole sensazione: Elisa è stata uccisa di nuovo. La Rai -incurante delle polemiche e del dibattito che segue ogni femminicidio, compreso quello di Piacenza, e che dovrebbero sollecitare a tutti una riflessione- ha continuato a parlare dell’uomo, reo confesso dell’omicidio, attribuendogli sentimenti di amore e di ossessione verso la giovane vittima. Ascoltare poi la viva voce dell’uomo, che ora è in carcere e che tenta di spiegare e giustificare quel suo terribile gesto, è stato come rivivere il dramma. Non era presente nessuno che potesse difendere la figura di Elisa, era assente un contraddittorio.

Telefono Rosa ritiene che questo tipo di giornalismo e questo linguaggio siano inaccettabili. Il titolone su “l’Amore per Elisa” è un giornalismo poco attento al fenomeno, che ormai rappresenta una vera emergenza sociale. La redazione de La Vita in Diretta sicuramente sa che esiste un codice professionale, il Manifesto di Venezia, per un corretto e consapevole approccio al racconto della cronaca. Noi come Associazione che ogni giorno – ormai da 30 anni – siamo a contatto con la violenza sulle donne, sottolineiamo che la violenza spesso nasce per motivi culturali e che un linguaggio sbagliato crea empatia giustificando l’autore della violenza.

Telefono Rosa invita pertanto Il Presidente della più importante azienda culturale del nostro Paese a non sottovalutare i messaggi che vanno in onda, prendendo adeguate misure per evitare che la violenza sulle donne diventi oggetto di spettacolo. Le vittime e le loro famiglie vanno sempre rispettate.