Salvini. Bambina sul palco? Non una ma 50! Governo? Non possono stare chiusi nel palazzo all’infinito

557

Agenpress – “Non una ma cinquanta bambini.  Se qualcuno ruba i bambini ai genitori” per un ritorno economico “è lui il delinquente”. Di storie come Bibbiano “ne verranno fuori altre  non solo in Emilia”.
Così il segretario della Lega Matteo Salvini a Aria pulita su la7 rispondendo una domanda sulle critiche che ha ricevuto per aver portato sul palco di Pontida Greta, una delle bambine di Bibbiano. “Chi se ne frega”.

E tornando a parlare di politica manda una stoccata a Di Maio.  “All’estero non sarebbe mai successa una cosa del genere!.  All’osservazione della conduttrice Simona Arrigoni che però la costituzione prevede le cosiddette ‘manovre di palazzo’ ha replicato che “allora c’è qualcosina da cambiare. E’ una truffa. Ma in Costituzione sono previsti i senatori a vita? Ma perché ci sono? Ma chi li conosce?”.

“Raccoglieremo firme in tutta Italia per non farli tornare al passato”, ha detto ancora spiegando l’intenzione della Lega di utilizzare i referendum per la legge elettorale ma anche per non tornare alla legge Fornero e non far riaprire i porti. “Se vogliono tornare a un’immigrazione incontrollata  chiederemo agli italiani di darci una mano”.

“Non possono stare chiusi nel palazzo all’infinito. Prima o poi si vota. Si tengano i ministeri per qualche mese, vediamo cosa sanno fare” ha commentato avvertendo: “sto lavorando per essere pronti quando gli italiani voteranno” . Loro “hanno scelto la poltrona ma gli italiani  non amano i poltronari”.

E su Paolo Gentiloni nominato commissario europeo “è il vecchio del vecchio”, ha aggiunto tornando a criticare il nuovo governo “di voltagabbana”. “Il governo Monti era più popolare del governo dei voltagabbana”.

Sugli insulti a Gad Lerner, replica che “questi non sono giornalisti ma spesso calunniatori. Non si tratta mai male nessuno. A casa mia l’ospite è sacro ma se uno sputa veleno su una persona per vent’anni..”, ha aggiunto ricordando che “Gad Lerner una volta si augurò la mia morte”.