Scissione Renzi. Gli appelli a ripensarci. Faraone: “questo Pd “sembra schiacciato a sinistra”

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Agenpress –  “Mi auguro che non accada. Io sono nostalgico di un Pd che univa le culture riformiste. Quando se ne sono andati Bersani e gli altri è stata una perdita. E se se ne andasse Renzi sarebbe un’altra grave perdita”.

Così  il deputato dem Walter Verini, al quale si unisce il renziano sindaco di Firenze Dario Nardella: “Non posso che dire nuovamente agli amici del Pd che vogliono lasciare il partito di pensarci bene, perchè abbiamo bisogno di un partito forte e plurale. E credo che con questo nuovo Governo ci siano tutte le condizioni per lavorare uniti, perchè abbiamo dimostrato che uniti si può far bene”, dice a margine dell’inaugurazione della nuova scuola Dino Compagni di Firenze.

Anche Simona Malpezzi, sottosegretario con delega al Parlamento, fresca di giuramento, afferma: “Io ho appena giurato, c’è un governo che deve lavorare, il resto non interessa agli italiani”. E la renziana Alessia Morani,  neo sottosegretaria al Mise, dichiara di voler restare nel partito: “Mi auguro davvero che Matteo non lo faccia, però io rimarrò nel Pd”.

Questo Pd “ci sembra schiacciato a sinistra” e “rischia di diventare un grande Leu e sin troppo appassionato ad alcune posizioni radicali del M5s”. E‘ la valutazione del senatore ‘renziano’ siciliano Davide Faraone che, in un’intervista a La Sicilia, non esclude la ‘scissione’: “lo capiremo, lo decideremo alla Leopolda”.

“Ma, certo – sottolinea – questo non è il Pd di Renzi, ma non è più neppure quello di Veltroni. Bisogna costruire qualcosa di nuovo, il Paese ne ha bisogno”. “Noi – aggiunge il senatore del Pd – vogliamo che non si smarrisca la stella polare riformista dei primi mille giorni del governo Renzi. Oggi, nel partito, notiamo un’ involuzione. A partire dal lessico: ho sentito parlare di ‘imprenditori padroni’. I lavoratori sono nel nostro cuore, ma per noi gli imprenditori sono lavoratori”. “C’ è un patrimonio riformista e liberale – osserva Faraone – legato non solo al Jobs Act e all’ impianto istituzionale del referendum che il Pd deve salvaguardare. E del quale noi siamo sentinelle: Ma certo, se si continua così…”.