La scelta di Renzi: i commenti di alcuni Presidenti di Regione

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Agenpress. “Quello che mi spinge a lasciare è la mancanza di una visione sul futuro. I parlamentari che mi seguiranno saranno una trentina, più o meno. Non dico che c’è un numero chiuso, ma quasi”, Così Matteo Renzi torna sulla scissione dal Pd, in un’intervista a Repubblica.
L’annuncio dell’ex segretario del Pd fa ovviamente discutere e fra i commenti non mancano quelli di alcuni Presidenti di Regione.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sottolinea che “Ogni volta che fa un gesto buono, e sicuramente è stata una buona cosa il contributo che Renzi ha dato alla costruzione di questo Governo, poi, è più forte di lui, ne fa sempre uno al contrario”.
Il presidente della Regione Liguria e fondatore di Cambiamo!, Giovanni Toti, è convinto che “continueranno tutti ad appoggiare il governo, l’hanno fatto fino a ieri. È vero che da Renzi mi aspetto capriole di ogni genere ma è uno dei padri putativi di questo esecutivo e ne porta tutta la responsabilità politica. Sarebbe un eccesso di trasformismo anche per lui far nascere un governo e sconfessarlo con nuovi gruppi due giorni dopo”.
Per il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, “la mossa di Renzi” è “prevista e studiata” e “non mi ha stupito. E credo anche che ora, senza Renzi, senza Boschi ed altri elementi che potevano generare attrito tra le due forze di governo ora in carica, non c’è più alcun ostacolo alla fusione di Pd e M5S. Prima o poi il Movimento sarà inglobato dal Partito Democratico”.
“Questa scissione – sottolinea il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana – rende il governo ancora più debole e inviso agli italiani”.
“Aprire oggi questo passaggio – riflette il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli – “Mi sembra veramente una grande contraddizione. Lo ritengo un errore, spero sempre, dato che la sinistra in generale, il centrosinistra è abituato ad avere queste uscite, queste scissioni, ci possa essere un momento in cui la riflessione porti ad altro”.
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, vuole cogliere “l’aspetto migliore: l’idea di voler occupare una posizione di centro, di stampo liberale e in questo modo combattere anche su un terreno diverso la destra. Mi pare che questo spazio possa esserci. Naturalmente bisogna che sia molto chiaro che il rispetto deve essere reciproco. Bisogna anche che le parole forti siano messe da parte, non servono, approfondiscono le rotture in un momento in cui c’è bisogno di unità anche di unità nella pluralità. C’è bisogno di confronto, di alleanza”.