Pavia. Esplosione alla raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi

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Agenpress – Esplosione alle prime luci dell’alba alla raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi, una delle più grandi d’Italia.

L’esplosione è stata “limitata solo a una parte di una linea dell’impianto di gassificazione. L’evento non ha avuto alcuna conseguenza per le persone impiegate negli impianti e ha generato una certa fumosità che si è esaurita nell’arco di dieci minuti. Non si è verificato alcun incendio”. E’ quanto precisa Eni, spiegando che “verificate le condizioni di sicurezza, l’allarme è cessato dopo circa un’ora. Sono in corso le valutazioni per quantificare i danni. La raffineria è in esercizio regolare”.

Dopo il controllo dei dati disponibili delle stazioni che monitorano la qualità dell’aria, Arpa Lombardia ha affermato che non ci sono state alterazioni significative della qualità dell’aria in seguito all’esplosione. Il sindaco, Roberto Zucca, spiega che “il tutto è durato poco più di dieci minuti. Per questo non penso ci saranno problemi ambientali”. Ad ogni modo, “abbiamo avvisato l’Arpa – continua il primo cittadino di Sannazzaro de’ Burgondi – e il tecnico del nostro Comune sta facendo le prime analisi. Bisogna usare prudenza, ma vorrei comunque tranquillizzare i cittadini”.

ltri due incidenti con incendi e colonne di fumo si sono verificati negli ultimi anni alla raffineria Eni di Sannazzaro dè Burgondi. Il primo dicembre 2016 una esplosione causò “una palla di fuoco nel cielo” e devastò l’impianto Est. Come descrissero i testimoni, non vi fu nessun ferito, tranne un operaio leggermente intossicato e fu ordinato alla popolazione di tenere chiuse le finestre a causa dell’alta colonna di fumo provocata dalle fiamme. L’Eni dichiarò il giorno successivo che l’aria non era inquinata.

Un altro incidente si verificò dopo poco più di due mesi, il 5 febbraio del 2017. L’incendio, meno grave del precedente, fu domato dai vigili del fuoco del servizio interno e anche in quella occasione non ci furono feriti.