L’ opinione di Roberto Napoletano. La seconda volta cambia tutto. La scissione di Renzi. Anche per fare l’ago del potere ci vogliono il progetto e la forza

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress – 1.Che Matteo Renzi andasse via dal Pd era scontato. Era ovviamente nelle corde e nelle cose. Ciò che sorprende è altro. Non c’è nessuna motivazione politica di nessun tipo. In opposizione al Governo? No, assolutamente. Perché porta avanti una tesi? No, non c’è la tesi, almeno non c’è oggi. Diciamo le cose come stanno: al momento non c’è nulla di nulla di questo tipo.

2.Renzi va via a freddo pensando di occupare uno spazio politico che c’è e è uno spazio largo, strategico, potenzialmente può crescere. Per occupare davvero questo spazio occorrono, però, legittimità e forza.

La prima viene da un’idea profonda dichiarata che muove le coscienze e guarda oltre il presente, ma questa idea se c’è per ora è tenuta coperta e le modalità repentine con cui si è annunciata l’iniziativa non aiutano. La seconda ci può essere, si può costruire, ma allora lo fai insieme a Calenda e ti coordini con lui, almeno lo coinvolgi, ti preoccupi di creare una vera forza che va verso il Centro.

Puoi prendere un po’ di Forza Italia, tenti l’esperimento di Craxi, rendi realistico l’obiettivo di essere l’ago della bilancia e del potere. Attenzione, però, in queste condizioni, difficilmente puoi raggiungere quel 10% necessario per giocare questo ruolo.

3.Il governo non è a rischio. Zingaretti si deve attrezzare per proposte politiche belle, forti e chiare. Deve tirare fuori la stoffa e non deve più arrivare secondo ma primo come è accaduto con l’apertura ai grillini per il Conte bis. Preceduto proprio da Renzi. A questo punto, non è più solo questione di tattica ma di sostanza e, anche nella terra dei trasformismi e della “talkcrazia” che genera mostri, in politica la sostanza può fare ancora la differenza.

4.Per essere un leader politico non basta avere le doti tipiche di un “animale politico”, avere capacità oratoria, doti che indubbiamente Renzi ha. Per conquistare voti partendo dal basso non è sufficiente neppure il carisma, ci vuole prima di tutto ciò – e deve essere riconoscibile – qualcosa che assomigli a un progetto. Anche perché Renzi non è più una novità e, non essendolo, deve avere qualcosa da proporre, qualcosa che coinvolge, appassiona, trascina. Si deve ricordare che lui si è già proposto, addirittura osannato e bocciato una volta.

La seconda cambia tutto.

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