Suicidi: in Italia 3780 morti nel 2016

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Agenpress. Dalla rielaborazione dei dati Istat relativi ad accessi al pronto soccorso, schede di dimissione ospedaliera e  mortalità per la prima volta sarà possibile avere stime aggiornate sui tentativi di suicidio nel nostro Paese e fornire un quadro aggiornato e esaustivo del fenomeno.  È con questo obiettivo che nasce l’osservatorio epidemiologico sui Suicidi e Tentativi di suicidio (OESTeS), un progetto presentato per il Programma Statistico Nazionale (PSN 2020-2022) con Istat, ministero della Salute e dipartimento di Neuroscienze Salute Mentale e Organi di Senso (Nesmos) dell’Universita’ La Sapienza.
La prevenzione del suicidio resta una sfida ancora aperta. Ogni anno il suicidio è tra le prime 20 principali cause di morte a livello globale per le persone di tutte le età: oltre 800.000 morti, il che equivale a un suicidio ogni 40 secondi.
In Italia il tasso standardizzato di mortalità per suicidio nel 2016 e’ stato pari a 7,1 per 100.000 abitanti (11,9 tra gli uomini e 2,9 tra le donne) con un trend in diminuzione rispetto agli anni passati.
Nel 2016 in Italia secondo i dati della ‘Indagine Istat sulle cause di morte’, elaborati dall’Iss, e con riferimento alla sola popolazione di 15 anni e piu’ residente i decessi per suicidio sono stati 3.780. A questi si aggiungono 80 persone non residenti in Italia e 10 casi di suicidio nella fascia di eta’ 10-14 anni. In Italia, gli uomini rappresentano il 78% delle morti per suicidio e le donne il 22%.
La mortalita’ per suicidio e’ storicamente piu’ elevata nelle regioni del Nord Italia rispetto a quelle del Centro-Sud. In particolare i valori piu’ elevati del tasso standardizzato si registrano nel Nord-Est (14,5 per 100.000 per gli uomini e 3,5 per le donne), segue il Nord-Ovest (12,4 per gli uomini e 3,3 per le donne) e il Centro Italia (11,9 per gli uomini e 2,5 per le donne). Il complesso delle regioni del Sud Italia e delle due isole maggiori presenta i valori piu’ bassi (10,0 per gli uomini e 2,4 per le donne).