Figlie in vetrina

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Agenpress. La proposta lanciata dal consigliere regionale della Lega in Toscana è gravissima e per questo auspico che il partito, con a capo il suo leader, prenda la distanze dalle sue inammissibili dichiarazioni”.

Non usa mezzi termini don Aldo Buonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII e direttore del quotidiano digitale In Terris, in risposta a quanto avanzato da un esponente politico regionale sulla possibilità di incrementare il turismo con la tratta delle donne, in auge in altre città, come Amsterdam: “Dire che mettere le donne in vetrina come ad Amsterdam sia un modo efficace per incentivare il turismo – scrive don Aldo – è come inserire il mercimonio coatto tra le offerte turistiche delle località termali della regione. Si vorrebbe far diventare lo Stato il grande pappone, complice delle organizzazioni criminali”.

La denuncia dell’ipocrisia che la tratta di donne schiavizzate rivela è alla base dell’impegno di don Aldo e della Comunità Papa Giovanni XXIII, da sempre impegnata nelle missioni in strada al servizio delle donne costrette a prostituirsi. Dagli anni spesi in strada al fianco di don Oreste Benzi ne è nato un libro, Donne Crocifisse, edito da Rubettino, con prefazione curata da Papa Francesco, che ha raccolto il plauso del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella: “Evidentemente il consigliere regionale leghista ignora del tutto le devastanti ramificazioni proprio nei paesi europei da lui citati (Germania, Olanda, Austria), al centro da anni di continue operazioni di polizia contro i clan della tratta”.

Da ciò, l’appello di don Aldo ai politici  “affinché non si dividano sull’unico e improcrastinabile dovere: liberare le donne vittime di tratta e prostituzione schiavizzata. Nessuna donna nasce prostituta, ma c’è sempre qualcuno che ce la fa diventare