Cicchitto: “Se Salvini è andato incontro ad una sconfitta, è dovuto in primo luogo a Renzi”

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Agenpress. Il Pd, malgrado tutti i sommovimenti interni, rimane quello che è sempre stato: un assemblaggio non ben riuscito fra le due forze risparmiate dal pool di Mani Pulite, cioè i post comunisti del Pds e la sinistra dc.

Dopo l’iniziativa di Renzi di lanciare Italia Viva, i giudizi si sono sprecati: narcisista, avventurista, mette a rischio il governo, vuole comunque essere il leader di un partito: probabilmente sono tutte battute in parte giustificate.

Il discorso però non può fermarsi qui. In primo luogo se era per Zingaretti e per Gentiloni (e a seguire per gli snob come la Bonino, Calenda, De Benedetti) il blitzkrieg di Salvini sarebbe riuscito.

Se Salvini è andato incontro ad una cocente sconfitta ciò è dovuto in primo luogo a Renzi e poi a Bettini che ha collocato la sua sortita in un contesto più organico, quindi ai grandi vecchi del Pd.

Sul merito ha ragione Gianfranco Polillo: l’iniziativa di Renzi ha un futuro se essa prende per punto di riferimento il blocco sociale costituito dalle «classi medie laboriose», se si pone il problema del Nord, se esprime su ogni questione una posizione liberale, coprendo uno spazio di centro rimasto finora scoperto. Se invece l’iniziativa di Renzi rimarrà a livello personale e sarà solo una corrente che si fa partito allora sarà asfittica ed effimera.

La decisione di fare al Senato il gruppo col Psi di Nencini è un atto di fantasia politica e anche una scelta volta ad evitare che Italia Viva sia una sorta di riedizione della Margherita.

Così Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Liberta’, ex presidente della commissione affari esteri della Camera  intervenendo su il quotidiano Il Tempo.